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Igino Straffi realizza il suo kolossal per conquistare gli USA

Gladiatori di Roma 3D

Divertente ma non memorabile


di Roberto Leggio


Sognando Hollywood partendo dal Colosseo. Igino Straffi, ideatore delle Winx, tenta la carta internazionale per sbarcare in America. Per farlo ha ideato e diretto un film a cartoni animati che mette in scena i fasti dei combattimenti gladiatori in salsa comica. Al centro della storia c’è il piccolo Timo, rimasto orfano dopo l’eruzione di Pompei. Adottato dal generale Chitone, viene “istruito” all’Accademia di Gladiatori più famosa di Roma. Ma la forza fisica non fa per lui, che preferisce spassarsela con gli amici. La sua vita “scapestrata” cambia quando conosce Lucilla, ragazza semplice e dolcissima. Per amore e per onore, Timo si mette in testa di diventare il più grande gladiatore di tutti i tempi. Così con l’aiuto di un’ammaliante personal trainer, stregonerie e scorribande, Timo dovrà mettercela tutta per prendere coscienza di sé e fare breccia nel cuore della donna dei suoi sogni.


Igino Straffi ha impegnato sei anni e 35 milioni di euro per realizzare questo kolossal animato ed ha coinvolto alla sceneggiatura perfino Micheal J. Wilson de L’Era Glaciale. Peccato però che il made in Italy di animazione non abbia la verve degli animali preistorici congelati e nemmeno l’inventiva della serie di Shrek e di altri affiliiati. Qui tutto è “formattato” per adoperarsi a far sorridere, magari giocando con i soliti italici stereotipati “pastrami”: donne belle, forza bruta, intelligenza e così via, rendendo il film piacevole ma assolutamente non memorabile. Basti pensare a certi dialoghi non propriamente azzeccati, che piaceranno più ad un pubblico adulto che ai più piccoli che non ne comprenderanno a fondo il sottotesto (Gocito, ad esempio). Inoltre ci sono anche i disegni (da sempre il tallone d’Achille dello studio Raimbow) e l’animazione che rendono il tutto un po’ meccanico ed artificioso e il 3D è alquanto ininfluente. Ne resta un prodotto dove si nota lo sforzo produttivo per restare al passo con i tempi, capace di far sorridere, ma che per sbarcare nel mercato americano deve ancora combattere e sudare nell’arena.

giudizio: **



(Giovedì 18 Ottobre 2012)


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