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Belli, carini e trafficanti

Le Belve

Thriller, pulp-noir per Oliver Stone


di Roberto Leggio


Chon e Ben, sono amici, e soci di una redditizia “attività” di coltivatori di marijuana sopraffina proveniente dall’Afghanistan. Condividono le loro vite con la bella Ophelia (detta O.), ragazza innamorata di entrambi, i quali per lei farebbero qualsiasi cosa. Il trio vive negli agi di Laguna Beach, tenendo lontano la violenza in un mondo “brutto, sporco e cattivo”, dove i soldi facili attirano odi ed invidie. Le cose però si mettono male quando un brutale cartello di trafficanti messicani, retto da La Reina, non decide di fare affari con lo loro. I tre rifiutano e male gliene incolse: la Reina fa rapire Ophelia e da quel momento la guerra viene dichiarata ed il sangue scorrerà a fiumi.



Chi sono le belve viene da chiedersi? Tutti e nessuno. Il trio al centro della storia (lui, lei, lui), sono una famiglia allargata affamata di vita, di sesso e forse di denaro. Tre anime “pure” che rincorrono con i loro traffici desideri discordanti: il buddista vorrebbe salvare il mondo, l’uomo d’azione pensa che non serva a nulla, la “donzella” crede che la vita deve essere vissuta a basta. Dall’altra parte la faccia spietata della droga, con una Reina tutta d’un pezzo con uno scagnozzo sempre pronto a premere il grilletto per salvaguardare se stesso e la sua padrona. Intorno anche la polizia “deviata” e un universo che collima e frana su stesso. Oliver Stone non salva nessuno e ne è la chiosa “Siamo tutti selvaggi”, in un thriller/noir/pulp, con reminescenze alla Tarantino schiacciando l’occhio però a Traffic. Il film scorre su vari livelli narrativi, ognuno che abbraccia un genere a se stante; non ultimo il western con le macchine al posto dei cavalli; portati quasi al parossismo come lo fu , dove il montaggio rapido, scene sghembe, ritmo scatenato, sangue, sesso, ferocia, morte e umorismo, trascinavano in un carrello da montagne russe. Frullato di cinema, vero o finto che sia, sotto le molte facce della trama, ci si diverte e non ci si annoia. Anzi sembra che Stone abbia ritrovato quel senso estetico che gli valse Oscar e carisma sapendo coniugare tensione, violenza e sesso, al quale si può perfino perdonare il doppio (ma intrigante) finale, che rimette in gioco tutti i protagonisti, in fondo surreali, probabilmente reali.

Giudizio:***

Intervista a Benicio del Toro:



"Sono la Reina" di Oliver Stone
Salma Hayek
A Roma per presentare il film "Le belve"
Nelle sale dal 25 ottobre.



(Giovedì 25 Ottobre 2012)


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