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Tre ragazzi e la scoperta della caducità della vita

Un'estate da giganti

Piccolo grande film di formazione


di Roberto Leggio


Tre ragazzini, un’estate, un mondo da scoprire. La fine dell’innocenza. Arriva sempre il momento di diventare grandi. Lo scopriamo ad un tratto, quando quel qualcosa, quella voglia di scoperta ti prende e non ti molla più. Accade più o meno così a due ragazzini di Bruxelles che come ogni estate partono alla volta della casa del nonno in campagna. La differenza che il loro progenitore è morto da poco e quindi qualcosa nella consuetudine è diverso, incomprensibile, quasi orribile. Con i loro zaini in spalla, senza un soldo e con i genitori lontani che “ascoltano” solo per cellulare, giunti sul posto conoscono un nuovo amico un po’ più grande di loro che li trascinerà in una trascinante e pericolosa avventura alla scoperta della vita.


Piccolo film girato in economia con pochi movimenti di macchina e tantissime inquadrature fisse, quasi ad inglobare la vita dei tre adolescenti nel contesto in cui si muovono, respirano e vivono. C’è molta poesia e tanta voglia di spiegare la caducità dell’esistenza, con personaggi bizzarri tutti adulti, molto drogati, spesso caricaturali, lobotomizzati dall’ambiente rurale. Ognuno di loro incarna il “lupo cattivo” delle favole, perché in fondo è proprio una favola quella dalla quale si devono emancipare. E l’impotenza dei tre che li pervade nelle loro scorribande per procurarsi denaro o da mangiare, è solo un modo per prendere coscienza dei propri limiti, nella loro sfrenata goliardia . Il regista Bouli Lanners, è un pittore, che con il suo occhio abituato a decodificare spazi, è riuscito a dare anima alla natura che tutto vede e tutto giudica. Un capolavoro in divenire, semplice e volendo “spietato”, come la vita che verrà.

Giudizio: ***



(Mercoledì 31 Ottobre 2012)


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