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Mostra collettiva per omaggiare una delle strade più belle di Roma

Un tuffo nell’arte di via Margutta

In mostra anche le opere di Eva Fischer


di Claudio Montatori


Per ricordare il ruolo che ha avuto per secoli la più famosa via di Roma, Via Margutta, nella vita artistica e culturale della Capitale e non solo, si è svolta nella prestigiosa sede romana dell’Università on-line ECAMPUS, l’inaugurazione della mostra collettiva di pittura Un tuffo nell’arte di via Margutta, curata da Cinzia Folcarelli e Caterina Zonno. In esposizione si possono ammirare le opere di Enzo Fasoli, Luisa Muzi, Paola Guia Muccioli, Roberto Pinetta e Nicoletta Sciannameo, con un omaggio a Giulietta Paolini, artista recentemente scomparsa.
Sarà presente alla Mostra con alcune sue opere Eva Fischer, artista di fama internazionale che è stata protagonista negli anni del dopoguerra di quella stagione artistica che ha avuto in Via Margutta il suo centro di creatività, dove si incontravano artisti come Tot, Cagli, Campigli, Severini, registi come Visconti, scrittori come Carlo Levi, musicisti come Franco Ferrara e Ildebrando Pizzetti, politici come Tremelloni e Pertini.
Dice Eva Fischer:- Sono, credo, l'ultima marguttiana. Arrivai in questa strada bellissima nel cuore di Roma nel '46, a guerra appena finita. Molti di noi, pittori, musicisti, scrittori, uscivano dal periodo più oscuro e drammatico della nostra vita e ciascuno di noi, seduto al tavolo della Trattoria "Il re degli amici", aveva qualcosa da raccontare su prigioni o cantine o esili.
Capitavano ai nostri tavoli anche i grandi intellettuali stranieri, anch'essi venuti a respirare l'aria di Roma, da Roger Peyrefitte a Salvador Dalì. Queste presenze eclatanti resero Via Margutta famosa in tutto il mondo.
La nostra vera sovrana era la notte. Interminabili erano le camminate in gruppi di cinque o di dieci nella tiepida notte romana che ci pareva pigra ma unica nel suo colore e nella sua generosità.
In quelle notti qualcuno improvvisamente si fermava e cominciava a declamare a memoria l'Addio di Lucia ai monti o brani dell'Odissea, come faceva Emilio Villa, spesso interrotto e corretto da Ennio Flaiano o da Moravia, quest'ultimo sempre arcigno, immerso com'era nei suoi racconti oppure meditabondo su qualche sottana preferibilmente straniera.
Oggi torno di rado a Via Margutta. Tanti amici sono diventati ombre nel cielo marguttiano. Questo è il ciclo della vita, questo è il mutamento dell'esistenza. Via Margutta è sempre uguale come una lama di spada nel ventre di Roma e le poche volte che la ripercorro io sento ancora molte presenze.
La mostra si concluderà il 13 dicembre con una conversazione sulla storia e le tradizioni artistiche di via Margutta con la scrittrice Francesca Di Castro che sull’argomento ha scritto numerosi saggi.

Dal 7 novembre al 13 dicembre
UIVERSITÀ ECAMPUS
VIA DEL TRITONE 169 ROMA



(Giovedì 8 Novembre 2012)


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