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Deliziosa commedia dell'esordiente Sophie Lellouche

Paris-Manhattan

Omaggio d'oltralpe al cinema del grande Woody


di Claudio Montatori


A volte ci sono piccoli film che riempiono lo schermo di immagini e dialoghi in grado di calare lo spettatore in uno stato di grazia dovuto al semplice piacere di godersi la storia che lo schermo racconta. E' il caso di Paris-Manhattan, dell'esordiente Sophie Lellouche che, nel rendere omaggio al suo regista preferito, il più europeo tra i cineasti americani, Woody Allen, ha sceneggiato e diretto una divertente commedia dove è più che evidente l'influenza del maestro, ma con l'aggiunta felice di un tocco femminile e molto francese.
Il film narra la storia di Alice (splendidamente interpretata da Alice Taglioni), una giovane e fascinosa farmacista con la passione per i film di Woody Allen da cui trae ispirazione per la propria vita, al punto che in una parete della sua camera troneggia il manifesto che riproduce l'immagine del regista con cui intreccia dialoghi, a cui pone domande e ottiene risposte, un po' come faceva il personaggio da lui interpretato nel film Provaci ancora Sam (1972 regia di Herbert Ross), con il fantasma di Humprey Bogart. Non solo,  è convinta di poter curare meglio i suoi clienti regalando loro i DVD dei suoi film. Alice é un personaggio solare, dallo spirito libero, che ha qualche difficoltà a entrare nella vita adulta, si occupa molto della felicità degli altri e forse trascura la propria. Proviene da una famiglia molto borghese dove domina la figura del padre (Michel Aumont) che vorrebbe vederla sistemata e che casualmente la mette in contatto con Victor (Patrick Bruel), un uomo estroso che inventa sistemi di allarme.



Non inganni la trama abbastanza semplice fin qui descritta, l'intreccio è molto divertente e sul finale riserva una piacevole sorpresa.
Sophie Lellouche, già assistente del regista Claude Lelouche (non sono parenti, anche se i loro cognomi si differenziano per una sola elle), al suo esordio dietro la cinepresa, centra il bersaglio con una commedia leggera e raffinata, dove il tono lieve e ironico attraversa gli argomenti profondi dei rapporti umani: la complessità dei legami, l'emancipazione, la solidarietà, la comprensione e l'accettazione delle scelte altrui.
Una storia delicata e gradevole, girata con mano sapiente sullo sfondo di una Parigi non convenzionale, in grado di divertire gli spettatori, soprattutto coloro che non amano i cinepanettoni, quelli girati con una sorta di copia-incolla dall'anno precedente.
Woody Allen aveva reso omaggio alla capitale francese con il suo imperdibile Mightnight in Paris, ora una giovane regista francese rende omaggio al suo cinema con gusto e originalità.

giudizio: **1/2



(Giovedì 8 Novembre 2012)


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