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Ultimo capitolo della saga tratta dai romanzi di Stephenie Meyer

The Twilight Saga: Breaking Dawn parte 2

Deludente il ritorno alla regia di Bill Condon


di Marco Lucio Papaleo


Un'altra delle saghe letterarie di maggior successo al cinema ci lascia. E lo fa con un quinto film deciso più che mai a soddisfare le richieste dei fan dei romanzi originali, senza dimenticare, però, chi alla serie si è appassionato in primis al cinema. Alla regia, nuovamente Bill Condon, curatore anche della prima parte dell'epilogo, che con tutta probabilità (lo abbiamo ribadito anche nella recensione apposita, lo scorso anno) è stato il tassello migliore dell'intera operazione. La speranza, dunque, era quella di avere un finale dignitoso per una saga popolarissima, ma anche osteggiata da gran parte della stampa e degli amanti del fantasy “classico”, quello lontano dai batticuore adolescenziali dei protagonisti e dalle bizzarre interpretazioni di figure cardine dell'horror moderno, quali vampiri e licantropi.
Purtroppo, le speranze sono state disattese: molte delle qualità del precedente film scompaiono a causa di una regia troppo spesso anonima, di una inconsistenza di fondo (ma, è bene ribadirlo, è colpa dell'opera originale e non dei cineasti che l'hanno portata al cinema) e dei consueti momenti che suscitano comicità più o meno involontaria a causa delle situazioni e dei loro interpreti, opinabilmente bravi ma soprattutto macchiettistici (vedasi l'Aro dell'altrimenti ottimo Michael Sheen: la sua parodia in Mordimi non risultava altrettanto divertente).


In due ore di film succede, in realtà, ben poco, oltre ad assistere ai primi mesi di Bella finalmente tramutatasi in vampiro, alla rapida crescita della piccola (ma già capace di sconvolgere gli equilibri della casta vampira) Renesmee e della ricerca, da parte della famiglia Cullen, di testimoni che possano scagionarli dall'accusa di aver volutamente creato un abominio quale un bimbo vampiro. O almeno è quello che giunge alle orecchie dei potenti Volturi, che non desideravano un pretesto migliore per ingaggiare guerra. Peccato che Renesmee sia, in realtà, un ibrido e non un vero vampiro, in quanto concepita quando Bella era ancora umana. Far emergere la verità, tuttavia, non sarà facile, e porterà le due opposte fazioni (a cui si unisce il branco di licantropi, momentanei alleati di Bella) anche allo scontro fisico. Particolarità, infatti, dell'operazione è l'aggiunta della battaglia fra la fazione dei Cullen e quella dei Volturi, assente nel libro e inserita nel film per dare maggior verve alla produzione. Peccato solo che l'idea, sulla carta funzionale, possa risultare invisa a molti per le conseguenze sulla trama, il senso di “presa in giro” che molti avvertiranno e l'efferata violenza delle scene, che non risparmiano colpi mutilati e fatality degne più di un Mortal Kombat che di un film per ragazzine con gli ormoni in subbuglio. Niente di realmente impressionante (lo splatter abita altrove) ma una soluzione bizzarra e poco riuscita. Come del resto potremmo definire la pellicola al completo: il tutto ha semplicemente il sapore dell'omaggio ai fan, a partire dalle battute all'attenzione per certi passaggi, per concludere con i bei titoli di coda che ricordano tutti gli interpreti della serie. Peccato solo che chi non ha letto i libri, e soprattutto chi non apprezza questo genere di produzioni, troverà difficile accondiscendere all'inevitabile, ulteriore successo di questo ultimo pezzo del puzzle. Twilight ci lascia, un po' con l'amaro in bocca per le possibilità non sfruttate e un po' perché consacrazione del successo del superficial/commerciale. Vedremo se i film tratti dai romanzi di Stephenie Meyer sapranno innalzarsi col prossimo L'ospite, atteso per il 2013.

giudizio: * 1/2

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(Giovedì 15 Novembre 2012)


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