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I precetti dell’amore e dell’ortodossia

La sposa promessa

Analisi senza retorica della comunità chassidica


di Roberto Leggio


Figlia di un rabbino ortodosso di Tel Aviv, Shira è sorella minore di Esther che aspetta un figlio dal marito Yochai. Esther però muore di parto e Yochai è consigliato di prendere in sposa proprio Shira, la quale deve accettare o meno la difficile proposta.


Trama semplice per un film di emozioni “umane” tutto ambientato dentro una comunità regolata di ritmi e precetti secolari, in cui la libertà di scelta è un obbligo formale. Difficile da comprendere per chi non ha dimestichezza con la cultura chassidica, ma facilmente assimilabile per come viene trattato il senso dell’amore. La ricerca della felicità per un bambino è intrinseca in ogni cultura e quello che ne risulta è infatti un’opera che vuole mostrare come le nostre scelte possono, a volte, definire un perimetro dal quale si può anche uscire. Rama Burshtein al suo film d’esordio, è capace di mantenere un ritmo senza incappare in critiche retoriche, riuscendo a descrivere i contrasti (non celati) tra laicismo e religiosità, componenti non indissolubili per una storia d’amore che fortifica quell’idea romantica di matrimonio che ogni donna (in qualsiasi paese) serba per se stessa.

Giudizio: **2/5




(Venerdì 16 Novembre 2012)


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