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Le periferie dell’anima e dell’innocenza.

Alì ha gli occhi azzurri

la "barbara emancipazione" delle periferie


di Roberto Leggio


Nader è un arabo di seconda generazione, alla quale le “tradizioni” non interessano affatto. Famiglia, scuola, religione, sono “costrizioni” che lo allontanano da un “borghesismo” acquisito. Vive alla giornata assieme a Stefano, compagno di (s)ventura, con i quale divide notti, puttane e delitti. Per la fidanzatina italiana, rapina una drogheria e con quei soldi compera una fedina che dovrebbe sancire amore eterno e pace dell’anima. Invece gli toccano sette giorni di sbando, senza casa, senza meta, sulla spiaggia di Ostia, a fuggire da “contraddizioni” e da quattro rumeni che hanno promesso di farlo fuori.


Nader dietro le lenti azzurre (nun so’ arabo, so’ itajano) ha gli occhi scuri. E con quelli vede dipanarsi la sua vita disperata da sottoproletario che cerca una identità in una periferia difficile, abitata da facce e corpi con ambizioni borghesi. Claudio Giovannesi, documentarista di realtà sociali, mette nelle mani di un sedicenne le pulsioni di una “barbara emancipazione” traghettando un’esistenza fragile, divorata dalla mutazione antropologica dei nuovi poveri, in guerra con le omologazioni culturali, che provocano desideri e danni. Un film affilato, onesto, vero, saldamente radicato nella realtà, dove i contrasti tra culture (italiana, egiziana, romena) diventano una potente riflessione sulla difficile accettazione di una vita asettica, senza via d’uscita. Neorealismo borderline privo di un’assoluzioni compassionevoli, che prova a quietare i conflitti esistenziali e razziali, per un futuro in cui, forse, il sorriso della propria amata tornerà ad arridere.

Giudizio:***



(Venerdì 16 Novembre 2012)


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