.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Interviste      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Produce ed interpreta Italker di Toni Trupia

Michele Placido talent scout

"Lancio l'idea delle tournée cinematografiche per far vedere i film di valore"


di Oriana Maerini


Roma. Coproduttore (con la Goldenart production insieme a Mandragora di Bobby Paunescu e Rai Cinema), sceneggiatore e attore. Michele Placido non poteva mancare ieri alla presentazione del film Italker Vietato agli Italiani (Itaker, “italianacci”, uno dei tanti appellativi dati emigrati italiani in Germania) girato da Toni Trupia, giovane regista che ha sceneggiato per Placido ‘Vallanzasca e gli angeli del male.’. Il film è un'opera nata dalla mente del celebre attore pugliese che ha dato a Tropia l'idea raccontandogli una storia di emigrazione che aveva sentito durante un viaggio in treno. E' il primo lungometraggio prodotto da Michele Placido con la sua casa di produzione ed è stato girato in Romania e nella suggestiva zona della Val di non grazie alla collaborazione della Film commission Trentino.
Volevo aiutare un giovane regista a realizzare un'opera importante, un film professionale. Avrei potuto dirigerlo io, ma poi ho pensato che era più giusto se lo facesse Trupia, in modo che potesse realizzare la suapersonale immagine del fenomeno migratorio. Io l'avrei, per forza di cose dovute alla mia età e alla mia esperienza, confuso con i ricordi della memoria»- ha chiosato Placido durante la conferenza stampa - Il regista di Romanzo Criminale ha poi lanciato un j'accuse verso alcuni festival, tra cui quelli di Roma e Torino: A Roma avvrebbe potuto essere inserito nella sezione "Alice della citta" ma non l'hanno voluto. Amelio, poi, non ha apprezzato la recitazione del bambino forse perchè lui è un esperto a dirigere i più piccoli. Entrambi i festival l'hanno scartato con la motivazione che era troppo classico. In compenso siamo in trattative con il festival di Berlino. Il prossimo anno cade l'anniversario dei 60 anni dell'emigrazione italiana in Germania e la kermesse berlinsene sembra interessata. Il film è, infatti, incentrato sulla seconda ondata di emigrazione italiana, quella degli anni sessanta e narra la storia di Pietro (Tiziano Talarico), un bambino di 9 anni orfano di madre che intraprende un viaggio dal Trentino fino in Germania alla ricerca del padre accompagnato da Benito (un bravissimo Francesco Scianna) un sedicente amico del genitore con problemi con la giustizia che approfitta dell'occasione per poter tornare all'estero.

Michele Placido nel ruolo di Pantanò



In Itaker Placido si è ritagliato il ruolo Pantanò, un magliaro contrabbandiere che ha messo un giro di loschi affari all'interno della comunità degli italiani: «E' vero il mio personaggio è un mascalzone, come tanti italiani, nel mondo, che si sono dati alla malavita ma, a fronte di questi pochi personaggi , c'è stata una maggioranza di brava gente che è emigrata perchè aveva voglia di lavorare e creare benessere." - commenta l'attore. "Io stesso "emigravo" per le tournée teatrali dal sud al nord in quegli anni (Placido è natio di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia), e a volte leggevo sull'ingresso delle pensioni la scritta: "vietato l'ingresso e l'alloggio agli Italiani"».
Riconosciamo a Placido non solo il coraggio di aver investito in un'opera autoriale molto bella sia sul piano techino che su quello dei contenuti. Un film complesso che è costato oltre due milioni di euro ma anche il merito di aver imbastito una coproduzione di alto livello.
"Di solito le co-produzioni si fanno per raccattare soldi - ammette - ma in questo caso è stato diverso. I Rumeni hanno messo un entusiasmo fuori dal comune in questo film. Si sono identificati nella storia di un'emigrazione che è simile a quella che stanno vivendo loro. Le baracche intorno alla fabbrica di Bochum per creare il set sono state costruite in tempo record".
Michele Placido non solo un talent scout che mette in luce con questo film il talento di un giovane regista ma si fa promotore di un'idea quasi rivoluzionaria per la diffusione del cinema di valore:
Visto lal difficoltà della distrizione nel nostro paese, ho intenzione creare delle tournée cinematografiche per il film. Appena terminato l'impegno teatrale con il "Re Lear" comincerò a girare l'Italia partendo dal Trentino dove cii sarà un grande evento. Non per gli incassi, ovviamente, ma per dare visibilità all'opera. E'importante che gli italiani vedano questo film che fa tornare alla mente una pezzo di storia del nostro Paese.

Una scena del film con Tiziano Talarico



(Venerdì 23 Novembre 2012)


Home Interviste      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro