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Riunione di famiglia in un campo da Baseball

Di nuovo in gioco

Delusione nonostante il grande Clint


di Roberto Leggio


Gus è un burbero ottantenne famosissimo scout del baseball. E’ il migliore del suo campo e le sue scelte hanno fatto nascere talenti da vendere alle migliori squadre. Adesso però, con l’età avanzata, inizia a non vederci tanto bene e per non perdere il posto, nasconde il difetto ai suo datori di lavoro, che lo vedrebbero in “panchina” a godersi (male) una giusta pensione. Così, l’uomo che è in grado di riconoscere il tipo di battuta solo dal rumore della mazza da baseball, si ritrova a farsi aiutare nel suo ultimo incarico (selezionare un nuovo fenomeno del baseball) dalla figlia avvocatessa di grido (cresciuta suoi campi da gioco, attorniata da uomini che bestemmiavano e scoreggiavano), con la quale ha sempre avuto rapporto difficile. Mentre la carriera della ragazza è messa a rischio, i due faranno delle scoperte sulle loro vite, rivelando verità nascoste dal tempo, le quali potrebbero cambiare il futuro di entrambi.


Scritto su misura addosso a Clint Eastwood, il film diretto Robert Lorenz, suo aiuto regista e produttore degli ultimi vent’anni; è una commedia amara, in cui si toccano tutti gli stilemi degli ultimi film del vecchio Clint. La vecchiaia, il rapporto con i figli, l’insipienza dei giovani rampanti convinti che con il computer si possa fare di tutto, lo sport come metafora per spiegare la vita. Non privo di un certo sentimentalismo, il film si raggruma sulla figura di Gus (uomo tutto d’un pezzo, testardo e scontroso) che deve dimostrare di essere stato un buon padre, nonostante il baseball l’abbia allontanato dall’educazione della figlia. La stessa, che raccogliendo la sua personalità, non si fa spaventare dal lavoro (sta per diventare socia dello studio di avvocati in cui lavora), è esperta di baseball, sa giocare a biliardo, beve vino dalla bottiglia; tanto da essere la giusta contrapposizione del genitore. Ed è proprio questo raffronto ravvicinato tra i due (compresa la figura del lanciatore professionista fallito che farà da ago della bilancia tra i due) a comprimere il film nei gangli che Lorenz impone fin da principio, senza dare alla regia grandi sbalzi. Tutto è abbastanza scontato, piatto e vacuo così da sprecare l’occasione di avere tra le mani un attore che, grazie alla sua faccia grinzosa, la battute salaci, riesce a reggere un film di fondo solo piacevole e divertente.

Giudizio: **


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(Mercoledì 28 Novembre 2012)


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