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Incontro con il regista de "Sogno di una notte di mezza estate"

Fabio Grossi

"Nel mio Sogno metto in scena la Casta"


di Oriana Maerini


Fabio Grossi è un uomo di spettacolo ecclettico che come attore ha toccato tutte le discipline, dal teatro, dove ha debuttato, al cinema, alla televisione alla radio, passando per il doppiaggio e la pubblicità. Ha collaborato con alcuni dei più importanti registi teatrali italiani: da Ronconi a Puecher, da Fenoglio a Nanni, Navello. Da qualche anno, pur continuando la professione d'attore, ha rivolto il suo interesse artistico alla drammaturgia e alla regia teatrale. Tra le regie più recenti citiamo: L’Uomo, la Bestia e la Virtù di Luigi Pirandello per la stagione teatrale 2005/2006, che vede il ritorno al palcoscenico di prosa di Leo Gullotta. Per la stagione 2008 firma la regia de La Commedia degli Errori di W. Shakespeare in scena al Globe di Villa Borghese. Ancora Pirandello con Il Piacere dell’Onestà spettacolo di apertura per la stagione 2008/2009 al teatro Eliseo. Nell’estate 2009 ha messo in scena lo spettacolo, da lui scritto e diretto, Minazza, un viaggio nella letteratura siciliana, con protagonista Leo Gullotta. Nel marzo 2010, fa debuttare sul palcoscenico di Eliseo Ragazzi, Papageno e il flauto magico, da Lui scritto e diretto, molto libera lettura del Flauto Magico, nota opera di W. A. Mozart
Lo abbiamo incontrato alla vigilia della rappresentazione della sua ultima regia Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
al teatro Eliseo di Roma. Lo spettacolo, prodotto con lo Stabile di Catania, dove ha inaugurato la stagione 2012/2013 ha come protagonista il bravissimo Leo Gullotta attorniato da un folto gruppo di attori. Fabio Grossi, dopo La commedia degli errori e Le Allegre Comari di Windsor, si misura ancora una volta con Shakespeare.
Il Sogno di una notte di mezza estate racconta delle imminenti nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra.
Un gruppo di artigiani-attori prepara una recita per l’occasione, mentre Titania e Oberon, rispettivamente regina e re delle fate, sono in lite fra loro e assistono nel bosco, tra un dispetto e l’altro, all’incontro tra amanti incompresi, amanti in fuga, amanti non corrisposti
Un fitto bosco di equivoci e malintesi, un re e una regina litigiosi, spiriti dispettosi e creature magiche sono gli ingredienti ideali per una commedia divertente ma anche ricca di poesia e delicatezza e impregnata di spunti noir e talvolta inquietanti.
La struttura drammaturgica si dipana su tre livelli ben precisi: la Corte rappresenterà il potere, i Comici la semplicità del volgo, i Giovani l’Amore e i Magici quel mondo fantastico che tanto intimorisce quanto affascina. L’imperscrutabilità dell’Animo verrà così trattato esaltandone la valenza, di volta in volta proposta attraverso i vizi, i pregi, le risse, le pacificazioni, i pianti e le risa dei Nostri protagonisti.


Cosa ha motivato la scelta di questo testo classico?
La frequentazione con il classico serve per poter leggere meglio l’oggi. Certo fare questo in un Paese che ha fatto della Memoria un esercizio di stile, poco si comprende, ma per me è essenziale

Quale messaggio vuol far arrivare allo spettatore?
Quello che leggo e ritrovo nel SOGNO, è un gruppo di protagonisti: Gli eletti, la Casta; un insieme nutrito di uomini che della loro manualità ne fanno un lavoro; gli Dei, spiriti superiori, che per loro divertimento gestiscono la vita degli uomini. Le ricorda qualcosa?

Perché la scelta di Leo Gullotta come protagonista?
Con Leo, oltre la grande stima e considerazione, ho un rapportgo di lunga data: Questo è il quinto spettacolo che facciamo assieme: quattro grandi successi di critica e di pubblico, e il top degli incassi tra gli spettacoli di prosa lo testimonia, fanno forza comune. La sua presenza, quindi, è una garanzia per la riuscita anche di questo spettacolo.

Lei nasce come attore perché ha deciso di passare alla regia?
La mia è stata sì una scelta, ma la considero una crescita professionale, un occhio che, forte di 35 anni di esperienza, ha cercato un altro punto di vista, pur rimanendo nello stesso ambito.



Il cinema oggi è in crisi. Qual è la situazione del teatro?
Il teatro da buon fratello maggiore, non è da meno del cinema: la crisi esiste nello spettacolo come, d’altronde, tutti i settori lavorativi del nostro Paese. Ma se ne parla poco, la cultura non viene gratificata con la giusta attenzione, nel nostro Paese. Parecchi governi hanno sollecitato il gossip come immagine della nostra categoria. Quindi chiudono i teatri, chiudono le compagnie, perde il lavoro un indotto molto alto, ma le prime pagine dei giornali o i sommari dei TG non ne parlano. Non dimentichiamo che la cultura fa crescere un popolo, e un popolo che cresce pensa, e un popolo che pensa da fastidio !

E' vero che in Italia mancano le idee e si propongono sempre gli stessi testi?
A mio parere no, le idee ci sono ed alcune anche molto alte. E’ la veicolazione di queste idee che è carente: per volontà, per lucro, per ottusaggine , questo non lo so. So che troppo spesso viene riproposto sempre lo stesso cliché .

Lei ha recitato anche in tv e al cinema. Come cambia la professione rispetto all'attività teatrale?
Non cambia la professione perché in tutte le discipline è l’esperienza accumulata che la fa da padrone. Quindi tra cinema, televisione e teatro, la differenza e solo il cambio di tecnica. A teatro si lavora per un pubblico come fa il regista cinematografico e televisivo con un mezzo come la macchina da presa o la telecamera, ma è l’esperienza a determinare la differenza.

Un ricordo di Nanni Loy?
Un Maestro come pochi, del quale oggi se ne sente la mancanza. Sapeva capire l’attore e metterlo a proprio agio sul set. Uomo di grandi principi civili, sapeva battersi per un idea, per un diritto.

Ha un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?
Quante pagina ha a disposizione per questa intervista?


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Teatro Eliseo di Roma
dal 5 al 24 febbraio 2013


Leo Gullotta
Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti

regia Fabio Grossi

scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
coreografie Monica Codena
luci Franco Buzzanca

con Mimmo Mignemi, Emanuele Vezzoli, Leonardo Marino
Fabrizio Amicucci, Ester Anzalone, Alessandro Baldinotti, Valeria Contadino, Adriano Di Bella, Salvo Disca, Antonino Fermi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Fabio Maffei, Federico Mancini, Sergio Mascherpa, Irene Tetto
Massimo Arduini, Francesco A. Leone, Marzia Licciardello, Rachele Petrini, Valentino Sinatra





(Venerdì 1 Febbraio 2013)


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