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Il capolavoro di Victor Hugo arriva la cinema direttamente dal musical

Les Misérables

Cantato ma con qualche dubbio sulle qualità canore degli attori


di Roberto Leggio


I Miserabili è uno dei romanzi più famosi della letteratura mondiale. Victor Hugo lo scrisse pensandoci a lungo, dopo quasi trent’anni dalle barricate di Parigi, elevandolo a grande affresco sul bene e sul male, sull’amore, sulla riconquista della dignità, dalla voglia di libertà e dall’assurdità del potere costituito. Un romanzo che è tanti romanzi assieme, tenuto assieme dalle figure vigorose e dis-umane dell’ex galeotto rendento Jean Valjean e il poliziotto ottuso Javert, che si incrociano le loro vite nell’arco di diciassette anni dalla caduta di Napoleone ai i moti rivoluzionari del 1832. Una storia “immortale” che ha avuto molte riduzioni cinematografiche e televisive (in Italia addirittura due con Cervi e Moschin) e non ultima, forse la più famosa, in versione musical replicato per oltre vent'anni a Londra. Il regista premio Oscar Tom Hooper, con molta arguzia, per il suo nuovo film ha adattato in maniera abbastanza fedele proprio il musical di Alain Boubil e Claude-Michel Schönberg visto da oltre 60 milioni di persone e in 21 lingue.



La storia nella sua struttura essenziale racconta di Valjean che dopo diciannove anni di lavori forzati per aver rubato un tozzo di pane trova la sua rendezione grazie all'intervento di un vescovo, diventando il sindaco di una piccola città, imprenditore di successo che mosso a compasione di una ragazza madre sfinita dalla miseria si prende cura di sua figlia Cosette, crescendola come se fosse sua. Ma per incredibile incastro di eventi, Javert il poliziotto che l'aveva in consegna nella prigione lo riconosce e inizia a perseguitarlo. L'uomo, fuggito a Parigi con Cosette, dovrà sempre guardarsi da Javert anche quando i rivoltosi iniziano a erigere barricate contro i soldati del Re. Il periodo storico si scontra con il destino di tutti, dove forse l'amore di Cosette con il ribelle Marius sarà l'unica cosa non “miserabile” di tutta la vicenda. Cantato dagli stessi attori (anche se non tutti hanno voci e qualità canore all'altezza) che la interpretano, il film si avvale di una sontuosità scenografica accattivante, un montaggio agile, ma si perde in lungaggini di troppo (sopratttto nel finale) che rischia di appensatire il quadro. Perché non sempre quello che è funzionale in teatro può essere riproposto sul grande schermo. Ne resta un macchina perfetta per la sera degli Oscar (il film è candidato a ben otto), ma con certe ombre che oscurano l'ottima interpretazione degli attori (Russel Crowe, Hugh Jakman, Anne Hathaway, Amanda Seyfield, Eddie Redmayne, Sascha Barron Coen e Helena Bonham Carter), lasciando pensare che I Miserabili è quasi meglio leggerlo che vederlo cantanto al cinema.

Giudizio: **1/2



(Giovedì 31 Gennaio 2013)


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