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Ennesimo sequel del capolavoro horror di Tobe Hooper

Non aprite quella porta 3D

John Luessenhop firma la regia


di Gaetano Galli


Nel millennio in cui, al cinema, non si parla altro che di spettacolari lungometraggi da visionare tramite l’ausilio degli occhialini 3D, c’era da aspettarsi, prima o poi, che anche il mito di Non aprite quella porta venisse riletto attraverso il sistema di visione tridimensionale. A dispetto di quanto possa lasciare intuire il titolo, però, il lungometraggio di John Luessenhop – autore di Takers (2010) – non è un rifacimento del capolavoro horror diretto nel lontano 1974 da Tobe Hooper, bensì una sua diretta continuazione.
Proprio così, i circa novanta minuti di visione ignorano del tutto sia i tre sequel della pellicola originale che il suo remake datato 2003 e il prequel Non aprite quella porta-L’inizio (2006).
Infatti, aprono con le immagini conclusive del capostipite, per poi mostrare l’eliminazione della famiglia di cannibali da parte dell’inferocita popolazione locale e spostarsi, in seguito, ai giorni nostri; quando la giovane Heather (Alexandra Daddario), in realtà facente parte proprio della combriccola, dalla quale venne portata via ancora in fasce, eredita una sontuosa villa vittoriana, nel Texas, da una nonna che nemmeno sapeva di avere.
Villa in cui si reca con gli amici Nikki (Tania Raymonde), Ryan (Trey Songz) e Kenny (Kerum Milicki-Sanchez), ai quali si aggiunge l’autostoppista Darryl (Shaun Sipos); senza immaginare, però, che, nascosto al suo interno, si trovi ancora il pericoloso Leatherface (Dan Yeager), armato di motosega e pronto a procurarsi nuova carne umana da macellare.



Quindi, si parte decisamente bene, con il necessario spirito da cinema slasher volto a fornire il campionario di future vittime da eliminare tra utilizzo di martelli, ganci per la carne e, ovviamente, la già citata motosega. Ma una domanda sorge spontanea: se la protagonista venne inconsapevolmente strappata ai suoi parenti subito dopo il massacro del primo film, ovvero nel 1973, come è possibile che, in data odierna, presenti i connotati di una ventenne?
Un aspetto della trama su cui, forse, è meglio passare sopra (come pure diversi comportamenti piuttosto inverosimili dei personaggi); almeno al fine di lasciarsi avvolgere dal consueto spettacolo a base di mattanza che, pur senza risultare troppo originale, coinvolge in maniera discreta senza annoiare lo spettatore.
Con un interessante, rinnovato discorso relativo alla famiglia a rappresentarne uno dei suoi elementi migliori; insieme alla lunga, tesissima sequenza che vede un poliziotto vagare nella buia abitazione in cerca di indizi.
E, considerando il finale, c’è da pensare che ci troviamo dinanzi al non esaltante ma guardabile inizio di un nuovo franchise riguardante l’imponente mieti-cadaveri dal volto nascosto sotto la maschera in pelle umana.


giudizio: * 1/2

http://www.youtube.com/watch?v=cjgUlzAbZw0



(Venerdì 1 Marzo 2013)


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