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Dentro la mente la chiave dell’omicidio

L'illusionista

Lasse Halnstrom torna a casa col thriller


di Roberto Leggio


Un triplice omicidio fa impazzire il commissario Jonna Linna della polizia di Stoccolma. Tutta una famiglia è stata sterminata lo stesso giorno: il padre in palestra, la moglie e la figlia nella propria abitazione. Si salva, ma è in coma, solo il figlio maggiore. Per scongiurare che l’assassino colpisca anche una sorella che abita da sola in un’altra zona di Stoccolma, il commissario decide di ingaggiare l’ipnotista Bark, cercando di estrapolare tra i ricordi rimossi del ragazzo qualche indizio per incastrare l’omicida. Ma una volta aperta la porta dell’inconscio, oscuri misteri verranno alla luce portando risvolti inquietanti alla vicenda.


Tornato in Svezia dopo molti capolavori hollywoodiani dai toni “intimisti”, Lasse Halstrom, dà una sferzata alla sua cinematografia dirigendo un thriller a forti tinte tratto dal fortunato romanzo di Kepler Lars. E lo fa con un piglio da vero maestro (la parte finale è da vero cardiopalma) sapendo dosare tempi (lenti e riflessivi) immergendo da subito lo spettatore in una atmosfera gelida e misteriosa. Il ritorno a casa inoltre permette ad Halstrom di analizzare il freddo dei luoghi che si riflettono sugli animi dei protagonisti (ognuno con qualcosa da nascondere) così da rendere il film qualcosa che si stacca dagli stereotipi che molto cinema americano tende a replicare. Non per nulla il vero protagonista della vicenda si scoprirà tale solo negli ultimi minuti, così da ribaltare e mettere in discussione perfino il lieto fine.

Giudizio: ***




(Giovedì 11 Aprile 2013)


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