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Frullato di generi e sotto generi con l'egida di Tarantino

L'uomo con i pugni di ferro

Film post-moderno, cross-over di tanto cinema anni '70


di Roberto Leggio


C’è qualcosa di nuovo di wuxiapian. C’è perché questo film del rapper RZA gioca fin da subito con stili, generi e sottogeneri, commistionando un film di kung fu, spade e coltelli con il western più eccessivo. L’uomo con i pugni di ferro è davvero qualcosa che al cinema non si era mai visto e proprio per questo (nonostante le molte inesattezze e i tanti difetti) è da vedere. Non aspettatevi un capolavoro e non fatevi fuorviare dal nome di Quentin Tarantino che campeggia nel titolo, quello che vedrete sullo schermo è un vero e proprio campionamento (crossover?) di tutto quello che vorreste trovare (e riscoprire) in un film d’azione, tanto che l’operazione si potrebbe definire post-moderna. Il tocco di Tarantino c’è, basti pensare alla battaglia nel bordello Pink Blossom che ricorda (anche perché c’è la stessa interprete Lucy Liu) moltissimo Kill Bill. Oltre al fatto che il negro liberato, il fabbro Thaddeus, non è che più ne meno il Django unchained di recente memoria. Senza contare i rimandi alla Tigre ed il Dragone, Hero, I tre dell’operazione Drago, tutto il filone wuxia e molto del cinema di Hong Kong dello Studio Shaw.


Insomma un vero e proprio bignami di cinema anni settanta. Il problema vero però è che RZA si prende un po’ troppo sul serio (anche se l’ironia è sempre presente e tutto è sempre sopra le righe) frullando tutto per non ottenere quasi niente. Nulla che varrebbe la pena di ricordare. Anche perché prima di lui molto era stato già fatto senza la voglia di stupire a tutti i costi. Detto questo però il film non è da sottovalutare (magari tra qualche anno diventerà una sorta di neo-cult di generi) in quanto il divertimento è assicurato. La storia è semplicissima: in Cina, in un’epoca imprecisata, un fabbro nero americano Thaddeus, forgia armi per i peggiori predoni della zona cercando di raggranellare quanto basta per fuggire con la sua amata Lady Silk, concubina compiacente di un bordello di grande incanto, il Pink Blossom, gestito dall’affascinante maitresse Madame Blossom. Capita però che un carico d’oro finisca nelle mani di di un clan deciso a tutto pur di restarne in possesso. Ma la cosa fa gola a molti, compreso il misterioso e molto “interessato” mercenario inglese Jack Knife. In una escalation di violenza, sangue e vendette anche la vita del placido fabbro verrà tragicamente coinvolta e da quel momento farà di tutto pur di difendere il suo “amore”, la sua libertà ed il suo villaggio.

Giudizio: **1/2










(Giovedì 9 Maggio 2013)


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