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Rifondare il mito dalle fondamenta

L'Uomo d'Acciaio

Il superuomo a cui affidarsi


di Roberto Leggio


In una galassia lontana lontana, un pianeta “terrestre” che gli abitanti supertecnologici hanno sfruttato a dismisura sta implodendo. Nei giorni che precedendo la sua totale distruzione ed un colpo di stato che potrebbe cambiare le sorti di questa razza scellerata, nasce il figlio naturale di uno scienziato, che come ultimo atto d'amore lo imbarca (con tutto il codice genetico del suo popolo) su una navicella e lo lancia nello spazio garantendo un futuro di speranza e giustizia ad un pianeta più giovane e selvaggio. Caduto dal cielo nel campo di un contadino del Kansas, il piccolo scopre ben presto di non essere di questo “mondo” in quanto le sue “capacità” salvano a più riprese amici e compagni da un incidente automobilistico (prima) e dallo scoppio di una piattaforma petrolifera (dopo); ma lo rendono una sorta di “fantasma” che vaga per il mondo in ricerca di risposte. Quando ormai adulto scopre in Antartide una nave spaziale sepolta da ventimila anni, il ragazzo dal nome terreno di Clark Kent, grazie all'apparizione olografica del vero genitore comprende la sua “missione” sulla Terra. Indossata una tuta rosso-blu con una grande S stampigliata sul petto (“sul mio pianeta significa speranza”), si schiera dalla parte del bene ostacolando le mire distruttrici di un “compatriota” che ha attraversato le galassie ed i millenni pur di ricreare Kripton sul pianeta che l'ha ospitato, cresciuto e fatto uomo.


A fare bene i conti Superman (l'uomo venuto da Kripton collassato per l'idiozia dei suoi abitanti, formidabile eroe senza paura raddrizzatorti per un pianeta Terra che non lo merita) è un'icona difficilmente modificabile. Nato cinematograficamente con i connotati dello sfortunato Christopher Reeve e ritornato a nuova vita con Brandon Routh, Big Jim senza spessore; ci ha pensatoZack Snyder a far si che l'uomo d'acciaio si specchi nelle fattezze di Henry Cavill, muscoloso giovane attore inglese con poco carisma. Ma a parte le prestazioni attoriali questo nuovo film sul supereroe dei supereroi è qualcosa che aggiorna il mito, anzi in qualche modo lo rifonda dalle radici. A cominciare dall'inizio con Krypton che non è un più un luogo mitico del quale sappiamo poco, ma un pianeta in guerra con se stesso e contro se stesso, che ha molti dei difetti della nostra Terra. Clark Kent (il cognome non viene quasi mai citato) non è un giornalista sfigato con gli occhiali buffi e soprattutto non è Superman, in quanto esso non esiste tranne in una frase estrapolata da un esponete del Pentagono. L'uomo d'acciaio è da subito un “alieno” in una terra a lui “aliena”, un posto del quale vorrebbe farne parte, ma dati i suoi “poteri” è costretto a cercare se stesso per essere un uomo normale. Con questi spunti la storia è alquanto lugubre, quasi pessimistica, senza contare che fino alla fine grava su di essa un grosso conflitto esistenziale tra un figlio e suo due padri (genetico ed adottivo) entrambi a forgiare la personalità di colui che sarà la speranza per l'umanità. Nel contesto però vincono gli effetti speciali, i combattimenti e un cattivo di spessore, unico vero nemico krytoniano capace di batterne un altro. Il resto è un buon film d'intrattenimento che tradisce il fumetto originale, rilanciando la mitologia scompaginandola ad un probabile sequel.

Giudizio: ***



(Giovedì 20 Giugno 2013)


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