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Michael Bay si allontana dal cinema spettacolare

Pain & Gain -Muscoli e Denaro

"American style of life" tinto di giallo e umorismo grossolano


di Mirko Lomuscio


Lontano da mega budget e prima di tornare a girare la saga cinematografica dei Transformers (è già in lavorazione il quarto capitolo), Michael Bay con Pain & gain-Muscoli e denaro realizza un’opera più ambiziosa a livello narrativo, cercando di mostrare a critica e pubblico che anche lui può raccontare una storia senza l’uso massiccio di scene spettacolari ed effetti speciali.
Il film, tratto da un fatto di cronaca avvenuto negli anni ’90, è ambientato in una Miami invasa dalla moda del fitness e del body building e racconta la storia del personal trainer Daniel Lugo (Mark Whalberg), un uomo dedito a coltivare la forma fisica e a mantenere il suo tenore di vita, in cerca sempre della perfezione e della voglia di migliorare la sua esistenza. Un’ambizione che lo porterà verso un folle gesto. Infatti Daniel, assieme ai due compari Paul Doyle (Dwayne Johnson) e Adrian Doorbal (Anthony Mackie), decide di rapire un suo ricchissimo cliente, il burbero Victor Kershaw (Tony Shaloub) allo scopo di farsi cedere tutti i suoi beni: casa, denaro e motoscafo.
Ovviamente, gli esiti di questo piano senza cervello saranno tragici al di la dell’immaginabile.



Pain & gain-Muscoli e denaro è la dimostrazione che Bay è in grado di realizzare un film a basso budget anche se il risultano non è dei migliori. Infatti il noto regista, croce di molta critica e fiore all’occhiello di molti fan del blockbuster, con questo lungometraggio sembra sin dalle prime immagini riscattarsi dall'etichetta che lo vorrebbe relegato ad un cinema spettacolare tout court.
L’avvio è promettente, con quelle voci fuori campo che raccontano le proprie vite e l’effetto che l’american way of life ha fatto sulle loro tristi esistenze, come fosse un Martin Scorsese sotto anabolizzanti; salvo poi afflosciarsi verso la seconda parte, quando il film vira verso il drammatico.
Nonostante l'assenza di effetti speciali ed esplosioni, il film mantiene, però, grazie ad un ritmo martellante, la cifra stilistica di Bay, tra lo spot pubblicitario e il videoclip. Quando il regista cerca di mostrare un’anima pulp, le cose peggiorano e nel film trionfa un umorismo becero e di grana grossa, nel tentativo, forse, di riecheggiare un vago accostamento al Quentin Tarantino prima maniera.
Questa parte del film rovina gli intenti iniziali e trasforma i protagonisti (Whalberg gigione, Johnson forse il migliore del cast e c’è anche il buon Ed Harris) in mere macchiette, al servizio di un mega reportage filmico girato come fosse un lungo spot pubblicitario, difficile da sopportare.

giudizio: **

Una scena del film:





(Martedì 16 Luglio 2013)


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