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Intrigi ed amori di corte in Danimarca

Royal Affair

Nikolaj Arcel descrive l'utopia della rivoluzione illuminista


di Oriana Maerini


Arriva su gli schermi italiani un film in costume molto affascinante che racconta di una storia d'amore travolgente e proibita sullo sfondo in una vicenda storica ambientata in Danimarca nel 1770. La pellicola narra, in flash back, la vita della principessa Caroline Matilda (Alicia Vikander) sorella del re d'Inghilterra Giorgio III che fu data in moglie a Christian VII di Danimarca. Nonostante le aspettative positive della principessa il matrimonio non sarà mai felice a causa l'instabilità mentale del re e della sua esuberante promiscuità sessuale. La vita a corte cambia, però, quando Johann Friedrich Struensee (Mads Mikkelsen), un medico tedesco convinto assertore delle idee dell'Illuminismo, diventa medico personale del sovrano e lo sprona a prendere in mano le redini del regno imponendosi ai suoi ministri. Il suo fascino conquista prima la mente (la regina condivide con lui la passione per i filosofi illuministi, come Rousseau e Voltaire) e poi il cuore di Caroline che si innamora di lui. La loro passione segreta sarà il mezzo per realizzare anche una rivoluzione politica.



Royal Affair è una pellicola che sarà molto amata da un pubblico femminile. L'ottica dalla quale viene vista questo determinato scorcio di storia danese è, infatti, quella di una donna costretta a negare la sua intelligenza per vivere una vita vuota ed infelice da regina. Un destino che verrà sconvolto da un amore non solo fisico ma anche intellettuale. Attraverso l'incontro con il medito tedesco illuminista e riformista Caroline Matilda si riappropia della propria vita e diventa co-protagonista di una rivoluzione politica e culturale del suo Paese. Ma non cadete nell'errore di catalogare il film, che ha vinto il premio della miglior sceneggiatura al Festival di Berlino 2012, solo come una melassa sentimentale proto femminista. La vicenda storica narrata è una spaccato importante della storia della Danimarca ed il regista Nikolaj Arcel, che ammette di essersi ispirato a Via col vento, ha usato lo stratagemma della vicenda amorosa per descrivere ed inquadrare la posizione politica di questo paese nordico nel quadro europeo (soprattutto francese) alla luce dello sconvolgimento dovuto alla ventata illuminista. La breve e utopica rivoluzione attuata da Struensee a favore di un popolo sfruttato dai nobili e dai ricchi con la complicità della chiesta cattolica è un capitolo storico importante che pochi conoscono. Arcel dirige un cast di attori ben assortito e il film ha il pregio di un'ottima ricostruzione storica e di una notevole colonna sonora composta da un ventaglio di grandi autori quali Vivaldi, Von Dittersdorf, Händel e Scheibe. Un piccolo gioiello della cinematografia nordica che raramente arriva sui nostri scherni.

giudizio: **






(Giovedì 29 Agosto 2013)


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