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Un grottesco noir-pulp firmato da Luc Besson

Cose nostre Malavita

Robert De Niro e Michelle Pfeiffer coppia mafiosa esiliata in Francia


di Roberto Leggio


“Quei bravi ragazzi” vivono sotto copertura in uno sperduto paesino della Normandia. Con una nuova identità grazie all'FBI, la famiglia Manzoni si sforza di essere normale. Il capofamiglia si fa credere scrittore, la moglie una semplice casalinga ed i figli si fanno rispettare a scuola e fuori, integrandosi a modo loro nella piccola comunità. A tenerli a bada il poliziotto Tommy Lee Jones, che li ha presi in custodia garantendogli il programma di protezione testimoni. Sopprimere però la natura di delinquenti è alquanto difficile. E in maniera bizzara (e molto geniale) ci si può ritrovare a ritirare fuori le armi quando ti piombano a casa i sicari dei tuoi ex-capi che hanno promesso di fartela pagare.



Con la produzione e la supervisione (e si vede) di Martin Scorsese, Luc Besson gira un grottesco noir-pulp, imbroccando dopo vent'anni il film giusto. Tralasciando il suo cinema eccessivo, il registra francese mette in scena un divertissement gangsteristico che gioca molto con i cliché tra americani e francesi, sapendo perfino metacinematografare la filmografia mafiosa americana con la teorica sapienza “intellettuale” d'oltralpe. Sangue e risate, sospeso tra dramma e commedia, retto da dialoghi brillanti e molto arguti, il film trova il suo centro nel terzetto di grandi star (Robert De Niro, Michelle Pfeiffer e Tommy Lee Jones), capaci ognuno di ironizzare su loro stessi.

Giudizio: ***




(Giovedì 17 Ottobre 2013)


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