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Plot anni '80 per due divi rugosi e pieni di vita

Escape Plan - Fuga dall'inferno

"Tomba" supertecnologica per Sly e Swarzy


di Roberto Leggio


Giunti all'età della saggezza, Sylvester Stallone e Arnold Swarzenegger, scendono di nuovo in campo mettendo in mostra nuovamente muscoli e intraprendenza. Per la prima volta sullo schermo assieme (tranne il piccolo cameo di Swarzy nel primo I Mercenari) i due machos del cinema d'azione devono fuggire da un carcere ipertecnologico e capire cosa ci sia dietro a tutto questo. La storia prende spunto da Stallone, uomo abituato a scappare dai più svariati penitenziari cercando di capire i loro punti deboli e così apportare modifiche che li rendano sicuri e a prova di evasione. Accentando come ultimo lavoro di essere rinchiuso (per una cifra astronomica) in quello che gli addetti ai lavori chiamano La Tomba, Sly si trova ingabbiato ingiustamente e destinato a restare sepolto vivo. Ma in carcere è facile farsi degli amici e quindi con l'aiuto del barbuto Swarzy i due si coalizzano per fuggire.



Muscoli anni '80 e rughe odierne i due entrano in simbiosi facendo la spalla uno dell'altro, mettendo subito in chiaro come andrà a finire. Anche perché di cattivi ce ne sono a bizzeffe e quindi è giusto che alla fine paghino tutti. Detto questo è bene ricordare che Sly e Swarzy (muscoli e rughe a parte) formano un team capace di ironizzare sui personaggi che diedero loro la fama e quindi il film, visto sotto un'altra ottica, riesce a divertire senza pretese. Storia passata di mano in mano fino alla realizzazione di Mikael Hafstrom, gioca sull'inverosomiglianza romantica cotta e mangiata per i fans di entrambi, sapendo così mostrare un appeal del tutto ingenuo e per nulla retorico. Pugni, sestanti di carta, misteri e stratagemmi alla Vidocq (quando era un delinquente) per un'opera che sotto la scorza “ipertrofica” nasconde uno spirito d'altri tempi... quando al cinema ci si andava per scollarsi dalla realtà. E tanto basta.


Giudizio: **1/2



(Venerdì 18 Ottobre 2013)


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