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Reportage dal cuore verde dell'Italia

Umbria, "location" per ogni esigenza turisitca

Alla scoperta del P.A.S.S. e delle bellezze artistiche e storiche


di Oriana Maerini


L’Umbria, cuore verde dell’Italia, è un set a cielo aperto. Una regione bellissima che racchiude in sé mille anime tutte da scoprire: spirituale, naturalistica, gastronomica, avventurosa, sportiva, misteriosa e metafisica. Assisi rimane l’emblema, grazie alla vita ed alle opere di San Francesco, del turismo religioso che coinvolge, ogni anno migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Ma l’Umbria è anche altro. Una terra in cui ogni anno, ad esempio, moltissimi fotografi e turisti giungono da tutto il mondo a Castelluccio di Norcia, per immortalare l’esplosione di colori della fioritura dei campi di lenticchie. Qui, non a caso, in piazza S.Maria Assunta una lapide commemorativa ricorda che Aldo Rotelli, regista cinematografico con “Vita nel parco”, documentario sui i monti Sibillini, vinse un premio alla 17.ma Mostra del cinema di Venezia del 1956. Ora, grazie alla presentazione, avvenuta con un convegno a Norcia il 21 settembre, del progetto P.A.S.S. (Parchi attivi Sport e Salute), promosso dalla Regione Umbria per lo sviluppo di una fruizione attenta e consapevole delle tematiche ambientali, con finalità educative, formative e di sviluppo locale, abbiamo scoperto la "vacanza attiva" ovvero un altro modo per vivere un’esperienza turistica in questo bellissimo territorio: quello sportivo.



Abbiamo conosciuto e sperimentato, attraverso un tour nel parco nazionale dei Monti Sibillini, del Parco regionale del Monte Cucco e dei borghi medievali di Gualdo Tadino e di Norcia, il valore del connubio tra sport e ambiente. Qualche esempio? La possibilità di praticare trail running e montain bike immersi nel verde della Valsorda, nel territorio di Gualdo Tadino, che grazie alla straordinaria sentieristica è stata teatro del Campionato Italiano di Mountain Bike 2011 e del “Grand Trail 2013”, corsa in una vasta area riconosciuta di prioritario interesse naturalistico, il rafting e il torrentismo da praticare nella Val Nerina, l’esperienza di volo libero dal Monte Serra Santa (Gualdo Tadino). E poi escursionismo, cavallo, nordic walking e tanti altri sport che, a differenza di altri luoghi, qui si praticano all’interno di parchi protetti. Un’iniziativa questa che permette lo sviluppo della filiera Turismo Ambiente, e trasforma l'evento sportivo in occasione di attenzione e conoscenza delle aree naturali protette, ed della biodiversità dei territori.

Uno scorcio di Norcia



L’esperienza di una vacanza in Umbria, diventa, quindi, totalizzante ed in grado di soddisfare tutte le aspettative del turista. Dopo una dose di sano sport praticato in un ambiente incontaminato puoi immergerti nella storia millenaria dei borghi medievali come Gualdo Tadino che sorge sul colle Sant'Angelo dominato dalla Rocca Flea ed è famoso per le sue fabbriche di ceramiche artistiche, o scoprire il fascino della meditazione monastica nella stupenda Abbazia di Sant’ Eutizio a Preci, il paese che ha dato i natali ai primi grandi chirurghi italiani richiestissimi, nel secolo XVI, da diverse corti Europee. Così dopo un’escursione nel Parco regionale Stina – Monte Peglia e Selva Meana si può nutrire la mente con un’esperienza metafisica: la visita alla Scarzuola. La villa sorge isolata nel mezzo della campagna umbra ai piedi del Monte Giove. Per raggiungerla, basta arrivare a Fabro Scalo, e quindi proseguire sulla strada provinciale fino al bivio che indica Santa Maria della Scarzuola.

Un'immagine de "La Scarzuola"



Si tratta di una costruzione misteriosa e magica realizzata grazie al genio visionario e utopistico di Tomaso Buzzi, celebre architetto milanese, che in Umbria ha trovato il luogo ideale dopo è possibile abitare un sogno. Buzzi ha scelto un sito francescano, ove sorge la chiesetta del convento fondato da San Francesco di Assisi nel 1218, per realizzare il suo eccentrico sogno si ispira all’Hypnerotomachia di Polifilo, un testo ermetico stampato da Aldo Manuzio nel 1499. Dopo aver ammirato l’affresco che mostra la levitazione del Santo avvenuta proprio nel cortile del convento si scendono due gradini e si entra al giardino retrostante, che con i suoi giochi d’acqua, le pergole, i labirinti ed i viottoli rinascimentali ci spinge, attraverso un percorso pieno di simboli mitologici, in direzione del giardino pensile, quasi una balconata dove lo sguardo si apre a cento e ottanta gradi oltre l’anfiteatro sugli edifici della città buzziana. L’Alchimia di stili e di architetture si affastellano una all’altra e per comprenderle il significato dell’opera dobbiamo si deve ricorrere alla guida di Marco Solari, il nipote che ha ereditato il luogo. L’idea di Buzzi si basa sulla realizzazione di sette teatri (nei quali qualsiasi essere umano recita durante l’esistenza la propria commedia od proprio melodramma fino al giudizio finale), ognuno con caratteristiche diverse. Il punto culminante di questo insieme è l’Acropoli, la collinetta delle costruzioni vuote all'interno e divise in tanti scomparti come un in grande termitaio, che creano una suggestiva scenografia. Ecco quindi che il Partenone, il Phanteon, il Colosseo, il Tempio di Vesta, l’Arco di Tito, la Torre dei Venti, la Torre Campanaria si fondono assieme in un corpo unico in una sorta di delirio architettonico. Ed proprio in questa città immaginifica che viene a stabilirsi la relazione di tipo iniziatico tra il convento (la città del sacro) e le fabbriche del teatro (le città del profano), sovraccariche di simboli e di segreti, di riferimenti e di citazioni. Ma alla Scarzuola non esistono interpretazioni razionali o percorsi obbligati. Nel sogno di Buzzi ogni vistatore è libero di vederci e di cercarci quello di cui ha bisogno.






(Lunedì 21 Ottobre 2013)


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