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"I festival non hanno voluto il mio film ma Spielberg lo ha apprezzato"

Luca Barbareschi

Intervista con l'attore regista e produttore di Something Good


di Oriana Maerini


Roma. Quale location è più ideale della "Città del Gusto", tempio romano dello slow food, per presentare un film d'accusa contro le frodi alimentari? Luca Barbareschi tornato dietro la macchina da presa per regalarci Something Good ci ha spiegato la sua operazione: un thriller complesso che racchiude in sè anche una redemption story ed una love story, che lo vede protagonista nei panni Matteo, un uomo senza scrupoli che gestisce un traffico legato alla vendita di cibi adulterati in partenza dalla Cina. Quando riesce a conquistare i vertici dell'organizzazione malavitosa qualcuno cerca di incastrarlo in un omicidio ma, grazie all'amore per Xiwen (Zhang Jingch), una giovane donna che ha perso un figlio a causa di un avvelenamento alimentare, si convice a collaborare con la giustizia. Un film coraggioso, ambientato quasi interamente a Hong Kong, che è costato 5 milioni di euro e che lui stesso ha prodotto con la sua Casanova Multimedia in collaborazione Rai Cinema. La pellicola che prende spunto dal romanzo Mi fido di te di Massimo Carlotto e Francesco Abate sarà in sala dal 7 novembre.
Barbareschi è fiero della sua creatura che ha un taglio decisamente internazionale e che è già stata venduta all'estero riscuotendo ottimi consensi.

Com'è nata l'idea del film?

Mi ha affascinato il libro di Carlotto ed Abate che tratta in modo grottesco delle sofistacazioni alimentari. Sono partito dal quel nucleo poi, però, l'ho abbandonato per costruirel, insieme allo sceneggiatore Francesco Arlanch, una pellicola articolata che parla di redenzione e amore. Inoltre ho cavalcato l'onda dello scandalo del latte alla melamina, che in Cina. Una frode alimentare che ha avvelenato oltre 300 mila neonati, causando la morte di almeno sei.



Come mai ha deciso anche di interpretarlo?

Ho chiesto ad un paio di attori italiani famosi ma mi hanno risposto che non avrebbero mai lavorato con me e non potevo permettermi una star internazionale. Poi ho voluto dare un'altra chance al Barbareschi attore. Non prima di essermi fatto giudicare dal mio team organizzativo e capire se andavo bene per il ruolo, soprattutto per la storia d'amore con la giovane Xiwen. Nono volevo essere ridicolo nelle scene d'amore! (ride)
Con me stesso sono stato il regista più esigente del mondo.

Fra pochi giorni parte il Festival di Roma. Non ha pensato di proporre il suo film?

Si ma i festival non l'hanno voluto. In compenso ho organizzato proiezioni test con il pubblico all'estero nelle quali ho fatto intervenire grandi personalità del cinema come Spielberg e Polanski ed ho ottenuto ottimi consensi.
Particolarmente inportante sono state quella di Honolulu e Los Angeles per saggiare il gusto americano.

Perchè un film di denuncia?

Volevo realizzare un film dal contenuto forte senza però entrare nell'ottica documentaristica stile Michael Moore anche se parlo della realtà come lo smercio del pesce contaminato di Fukushima che non è riuscito ad arrivare in Italia ma è approdato in Jugoslavia e nei Balcani. E' stata una sfida perchè nessuna banca ha voluto partecipare al progetto per non irritare le multinazionali che operano nel settore alimentare. Per ovviare alle ristrettezze economiche sono stato costretto ad utilizzare la creatività e il coraggio delle nostre maestranze che nono apprezzate come dovrebbero.

In che senso?

Girare in Cina non è stato semplice: ci siamo cammuffati da turisti per ovviare alla richiesta di permessi e per realizzare la scena in un mattatoio clandestino in mano alla triade abbiamo scavalcato il muro di notte e poi i dettagli del luogo li abbiamo ripreso grazie a piccole telecamere. Un'operazione altamente rischiosa perché in quei luoghi non chiamano la polizia ma ti fanno sparire.


Un film di genere in Italia è sempre rischioso per il botteghino....

Credo che dovremmo allontanarci dal concetto di genere. Un regista è grande se riesce a mettersi in gioco su più fronti. In questo senso il mio modello è Polanski ma se dovessi pensare ad una similitudine del mio film citerei La migliore offerta di Tornatore. Anche se io non ho vinto un premio oscar credo di aver realizzato un'opera molto vicina a quel modello.

Come ha scelto Zhang Jingch?

Sono rimasto folgorato dalla sua bravura che ha già un ottimo peedigree. La considero una purosangue che è riuscita ad interpretare mirabilmente il ruolo di una donna che vive portandosi dentro il dolere della perdita del suo bambino nonostante non abbia conosciuto l'esperienza della maternità. Sono andato a Dubai sul set di un film che stava girando per proporgli il ruolo.

Nel suo cast tecnico c'è anche il premio oscar Milena Canonero.

Si, ho scelto i tecnici migliori fra cui l'eccellente Arnaldo Catinari come direttore della fotografia e Milena per i costumi. Il rapporto con lei non è stato semplice perchè è abituata a grandi produzioni hollywoodiane e non capiva l'ottica del nostro budget ristretto, poi un giorno gli ho urlato contro perchè voleva farmi indossare uno strano cappello con una piuma e mi dispiace di averla fatta piangere.

Cosa si aspetta da questo film?

Ho sfruttato la mia esperienza televisiva per costruire un prodotto in grado di catturare un pubblico internazionale. Ho già avuto prova che in Cina potrà funzionare e spero di conquistare grandi mercati.



(Lunedì 4 Novembre 2013)


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