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A Roma per presentare "I Sogni Segreti di Walter Mitty"

Ben Stiller

Pellicola poetica e surreale di cui è interprete, regista e produttore


di Oriana Maerini


Roma. "Mi piace venire in Italia perchè qui mi fate domande molto profonde sul significato del mio film." Così Ben Stiller, giunto nella capitale per presentare I Sogni Segreti di Walter Mitty, la sua ultima fatica come regista, attore e produttore in uscita il 19 dicembre nelle sale italiane, "coccola" la stampa romana. Interprete icona di commedie demenziali il celebre attore ora cambia pelle regalandoci una pellicola dallo sfondo sociale che narra di Walter Mitty (Stiller), editor fotografico di una rivista che sta per licenziare il personale costretto a mettere in pratica i suoi sogni ad occhi aperti compiendo un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.

Quando c'è di suo nel personaggio di Mitty?

Molto. Ho messo in questo lavoro i problemi che vivo ed i sentimenti che provo in questa fase della mia vita. Realizzare questo film mi ha donato la grande opportunità di fare qualcosa che non hai mai fatto prima ovvero spingermi in territori che non mi erano congeniali. Credo di essere riuscito nello scopo ed ion ogni modo considero questa esperienza dietro la macchina da presa come una delle più importanti della mia carriera.

Dal genere demenziale a quello poetico. Davvero una grande svolta....

Si volevo dare una possibilità a questo personaggio che vive vita noiosa e banale con un lavoro in cui trascorre la sua vita a guardare immagini meravigliose di persona che compiono imprese straordinarie. Volevo trasmettere il messaggio che tutti noi possiamo esprimere la creatività che abbiamo dentro prima o poi ed in questo senso questo mio film è molto meno cinico dei precedenti. Durante le riprese ho avuto la sensazione di realizzare un film seguendo le indicazioni che la storia di Mitty mi imponeva e, per la prima volta, durante le proiezioni prova non ho giudicato la riuscita del film in base al numero di risate che suscita."




Lo considera un film di maturazione. Walter è uno dei personaggi di "Giovani Carini e Disoccupati" che è cresciuto ed ha cambiato la sua visione della vita?

"19 anni fa vestivo perfettamente i panni di quei personaggi. In un certo senso si può dire che sono cresciuto con loro. All'epoca ero sempre proiettato verso il futuro oggi, invece, rifletto sugli obiettivi che ho raggiunto nella mia carriere e sono molto più consapevole di quello che vivo nel presente."


Il film è anche un giallo, un'avventura alla riceca di una foto che poi viene fatta vedere in modo fugace. Perché?

“Non sono d'accordo. L'ho mostrata, alla fine del film, il tempo necessario per per poterla introiettare. Mi interessava solo che il pubblico capisse il significato senza indugiare troppo sull'immagine."

Walter Mitty è un sognatore quasi per necessità, per sostenere una vita banale. E' una metafora nei notri tempi che ci spingono sempre verso la realtà virtuale?

In effetti un legame c'è per il suo estraniarsi continuamente attraverso le proiezioni mentali gli impedisce di creare un reale rapporto con gli altri, anche con la donna di cui è segretamente innamorato. Oggi non abbiamo più rapporti diretti ma mediati attraverso internet, i social network. Io nato in un'epoca in cui nasceva il primo cellulare, i primi computer ho visstuto, quindi, la transizione. Avere una rivista tra le mani e sfogliarla è molto bello, io detesto leggere i libri sui tablet, mi piace l’oggetto fisico. Grazie al film ho fatto ricerche negli archivi di LIFE e ho potuto vedere un'edizione del 1945: era come tenere nelle mani un pezzo di storia dell'umanità!. I ragazzi di oggi non hanno questa fortuna e questa esperienza.Oggi le nuove generazioni sono immerse solo in un mondo virtuale. Il messaggio di Mitty e che allontanarsi dagli schermi per passare nel mondo reale per creare legami veri è molto importante."



(Lunedì 16 Dicembre 2013)


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