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La Disney compie un salto in avanti adeguandosi ai tempi

Frozen

Nel ghiaccio, sentimenti forti


di Roberto Leggio


Tanto tempo fa in un castello su un fiordo nordico del regno di Arendelle, due amorevoli sorelle giocavano assieme. Elsa, la più grande, ha nelle mani il potere di controllare la neve ed il ghiaccio. Quando una notte, di nascosto dai genitori, Anna, la più piccola quasi muore dal “freddo” della sorella, la più grande decide si isolarsi nel palazzo per evitare di farle ancora del male. Anni dopo, quando Elsa sta per essere incoronata Regina, le emozioni prevalgono, e la magia si scatena facendo piombare il regno in un inverno senza fine. Conscia del danno che ha provocato la Regina delle Nevi si rifugia solitaria in un magnifico Castello di Ghiaccio, evitando così altri dolori. Ma sarà l'intraprendenza di Anna, con l'aiuto del venditore di ghiaccio Kristoff, della sua renna Sven ed il simpatico pupazzo di neve Olaf, ad andare a cercare Elsa per convincerla a tornare e portare l'atteso disgelo e l'armonia nel regno.


La Disney ha di fatto intrapreso la strada segnata dalla Pixar (che tra l'altro è consociata), così ci si ritrova in un magnifico capolavoro di animazione che mancava (ma neanche tanto) dai tempi della Bella e la Bestia. Il film, tratto marginalmente dalla Regina delle Nevi di Christian Andersen, è un perfetto musical, che mette in scena tutte le tematiche care alla fantasia Disney: c'è la sorellanza, la spolidarietà, l'amicizia, il cattivo tra le pieghe del buono, gli alti sentimenti, la metafora di essere padroni del proprio destino, i comprimari da ridere (perfetto ed indimenticabile Olaf, il pupazzo di neve amante del sole e del caldo) e le canzoni che fanno da raccordo a tutta la storia. La mano di John Lasseter, gotha della union Disney-Pixar, si vede, tant'è che la costruzione della vicenda, grazie ad una eccellente sceneggiatura, si presta a tantissimi piani di lettura, sapendo anche approfondire la doppiezza insita nei personaggi principali (ognuno si porta dentro un'ombra oscura che li farà crescere). Così ci si trova in un film per tutti alla Disney, ma con una profondità di intenti alla Pixar, tanto che per la prima volta del “bacio salvifico”, presente in tutti i film della casa di Topolino, non vi è ombra. I tempi della maturazione e dell'adeguamento ai tempi attuali (più liberi e meno ingenui) sono cambiati ed in meglio. E ciò non che un bene al film.

Giudizio: ***



(Giovedì 19 Dicembre 2013)


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