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Un altro capolavoro dei fratelli Coen

A proposito di Davis

L'atmosfera della musica folk anni 60 fra melanconia e commedia


di Oriana Maerini


La cifra stilista dei fratelli Coen è riaffermata in questo sedicesimo lungometraggio che ha conquistato il premio della giura all'ultimo festival di Cannes e che segue il filo conduttore proposto con il personaggio di A Serious Man nel 2009. A proposito di Davis è una pellicola circolare (inizia e finisce con la stessa scena) che offre una full immersion nell'ambiente della musica folk newyorchese dei primi anni 60. Narra l'odissea di Llewyn Davis (ecellente Oscar Isaac) un cantante folk che si esibisce al Gaslight Café, locale del Greenwich Village sfoggiando un repertorio melanconico in controtendenza con i successi musicali del genere. Il ragazzo è povero in canna, dorme in situazione di fortuna tutte le notti, ingravida la donna di un amico che non vuole tenere il bimbo e si deve occupare, suo malgrado, di un gatto rosso che porta in giro per la città nel tentativo di restituirlo ai suoi padroni. Custodisce nel cuore il dolore di una grave perdida: il suo partner musicale Mike si è suicidato per misteriosi motivi decretando la fine del loro duetto e quello del suo successo musicale.



In questa pellicola quasi perfetta i geniali fratelli ci regalano un ritratto per nulla indulgente di un uomo che sceglie una vita difficile e maledetta pur di non scendere a compromessi con il suo destino (rifuta di seguire le orme del padre marinaio) e seguire la sua passione di cantautore e artista fuori dagli schemi. Davis è rappresentato con un moderno Ulisse (non a caso il nome del gatto è questo) alla ricerca di un proprio "centro di gravità permanente" per parafrasare Battiano nell'universo di un'America competiva e poco umana. Un personaggio che, nonostante i lati oscuri, non si riesce ad odiare, anzi, la sua aria bastona ed alcune scene del film (quella ion cui cammina nella neve di una fredda Chicago con le scarpe rotte e senza cappotto in cerca di un lavoro) richiamano alla memoria la figura del mitico Charlot di Charlie Chaplin.
Come il bellissimo Fratello, dove sei? anche questo film è caratterizzato da melodie che evocano altri tempi e segna la quarta collaborazione dei fratelli Coen con il produttore musicale T Bone Burnett. Il film affascina, quindi, grazie all'atmosfera musicale che tratteggia seguendo le peripezie di Davis nei locali della città, uno spaccato particolare della culturale e politica del “Village”. Da segnalare il cammeo di John Goodman nel ruolo di Roland Turner, un grasso jazzista eroinomane con il quale David divide il viaggio in macchina verso Chicago.
I Coen ci regalano con questa pellicola tutta la loro affascinazione verso il "folk revival" precedente l'avvento musicale di Bob Dylan che hanno ritrovato nel libro scritto dal musicista folk Dave Van Ronk "The Mayor of MacDougal Street", sul quale si basa la finzione scenica del film.


giudizio: ***



(Venerdì 7 Febbraio 2014)


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