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Emozionante rilettura gitana e multietnica dell'opera di Bizet

Carmen secondo l'orchestra di Piazza Vittorio

Parigi incontra Bollywood


di Oriana Maerini


Grande emozione per la la Carmen rivisitata in salsa multietnica dall'Orchesta di Piazza Vittorio. Trasposizione rischiosa dell'opera ottocentesca di Georges Bizet che non ha deluso le aspettative del pubblico che ha assistito all'evento speciale da tutto esaurito che ha inaugurato la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma. Nella superba cornice delle Terme di Caracalla l’amor passionale, devastante e irresistibile per eccellenza di Carmen si è tinto di colori atmosfere e musiche che hanno evocato terre e culture lontane. Esotismi, gitanismi spagnoleggianti che hanno arricchito la storia. Il regista Mario Tronco, fondatore dell'Orchestra con Agostino Ferrente ha condensato e aggiornato, con questa straordinaria messa in scena, lo sviluppo temporale che neglia anni la storia di Carmen e Don José ha assunto come racconto di un viaggio di antichi migranti che a bordo di una carovana partono dal Rajasthan verso la Spagna. Il valore dello spettacolo è proprio questo: valorizzare lo scambio di culture, passioni e sentimenti che permette la migrazione di un popolo. L'acquisizione di questo mix potente si è espresso non solo nei costumi estremamente colorati ed esotici, nella messa in scena insolita fra panni stesi e impalcature, ma soprattutto, come era naturale, attraverso la contaminazione musicale. L’opera lirica di Bizet non si svilisce in questo melange che butta nel calderone anche generi musicali diversi come il blues, la musica elettronica (l’orchestra classica è affiancata da batteria e chitarra elettrica), la musica etnica e la disco dance. I puristi del genere lirico forse si saranno scandalizzati perchè le celberrime arie del libretto cambiano "pelle" a seconda della lingue del personaggio che le canta. Una babele di accenti ed intonazioni che affascinano lo spettatore anche meno avulso al viaggio.



Bravissima Cristina Zavalloni nel ruolo di una Carmen dalla sensualità quasi frontata e struggente ma non è da meno il giovane Sanjay Khan, indiano del Rajasthan che interpreta Don Josè. L'opera secondo l'ammissione del regista è stata strutturata come se la storia di questo amore passionale avvenisse su due mondi separati: un mondo terreno, rappresentato da una carovana di nomadi che dal Rajasthan è arrivata in Spagna, raccogliendo nel viaggio gente di ogni tipo e razza, e un mondo extra-terreno incarnato dal coro dell’Opera Théâtre de Saint-Étienne”.
L'intento è pienamente riuscito caricando i personaggi di un'umanità che trasmette tutte le contraddizioni della nostra epoca.

Orchestra di Piazza Vittorio
Coro Lirico di Saint Étienne Loire - Direttore del coro Laurent Touche
Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma
Pianista e direttore Leandro Piccioni
Regia Mario Tronco
Una produzione Les Nuits de Fourvière/Dèpartement du Rhône. In coproduzione con l'Opéra Théâtre de Saint-Étienne. Una produzione esecutiva Paco Cinematografica






(Mercoledì 25 Giugno 2014)


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