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Un raffinato scontro "teatrale"tra due universi: madre e figlia.

Sonata per ragazza sola, omaggio a Irene Nemirovsky

Al teatro dei Conciatori di Roma


di Sarah Mataloni


Roma. E' andato in scena al Teatro dei Conciatori "Sonata per ragazza sola", con Federica Bern per la regia di Francesco Villano.
Lo spettacolo, Ŕ ispirato alla vita e alle opere dell'autrice d'adozione francese IrŔne NÚmirovsky e inscena uno scontro tra due donne di etÓ differenti apparentemente lontane, ma animate dalla stessa natura, dalle stesse fragilitÓ e dallo stesso sangue.
Una bambina di quasi quattordici anni scalpita per "vivere " la sua vita da adolescente, lontana dai ritmi asfissianti e schematici di una madre autoritaria e rigida. ╚ scalza su un ponte, meditando se lasciarsi trascinare via dalla corrente o continuare a combattere per prendere in mano la sua vita.
Antoinette, costretta ad indossare i panni dell'eterna bambina, vive i tumulti tipici delle prime rivoluzioni adolescenziali e lotta con il suo alter ego, con il suo nemico piu' spaventoso: sua madre.
Fanny Ŕ una donna sulla quarantina, che combatte a fatica con il tempo che passa ed Ŕ chiusa nel suo mondo di frivolezze e vacuitÓ, nascondendo in realtÓ un enorme bisogno d'amore e il desiderio di sentirsi viva ed eternamente desiderata.
Due entitÓ si specchiano, si sfiorano, si somigliano e si intrecciano, in una sofisticato gioco teatrale che rende i desideri e le paure di entrambe, complementari.
Due donne di etÓ differente interpretate da una sola attrice: Federica Bern, capace di rendere perfettamente l'idea dello specchio, della lotta tra due entitÓ che talvolta si sfiorano fino a confondere paure e sogni.
La protagonista, per tutta la durata dello spettacolo, riesce a catalizzare l'attenzione del pubblico grazie alla capacitÓ di donare ai suoi personaggi uno spessore psicologico di rara finezza.
Il passaggio dell'attrice da bambina a donna, in realtÓ Ŕ un flusso che trascina immediatamente il pubblico dal mondo adolescenziale di Antoneitte, a quello ovattato di Fanny: Federica Bern Ŕ perfettamente a suo agio nel vestire i panni di entrambe le donne, le caratterizza con la mimica e con profonditÓ di interpretazione, lasciando per˛ intuire quel legame sottile che le rende l'una specchio dell'altra.
Un testo difficile, affrontato con intelligenza, spessore e capacitÓ di introspezione: le due donne sembrano svelarsi e se ne intuisce la consistenza, l'anima, le inquetudini.
Da vedere.



(Lunedý 13 Ottobre 2014)


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