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"Era un grande artista che non avuto la fama che meritava"

Tutto su mio padre: Robert De Niro ricorda il genitore con documentario

L'attore ha scelto Roma ppresentare il suo film tributo.


di Oriana Maerini


Roma. "Ho voluto realizzare questo documentario per far conoscere l'opera pittorica di mio padre, un grande pittore che non ebbe la fama meritata perchè visse in un’epoca sbagliata. Ho il rimorso di non averlo seguito nella malattia come avrei dovuto, forse oggi sarebbe ancora vivo". Confesso che vedere un mostro sacro come Robert De Niro commosso, quasi fino alle lacrime, fa un certo effetto. L'evento scatenante è stato la presentazione, ieri al Maxxi, del documentario «Remembering the Artist Robert De Niro Sr.» di Perri Peltz e Greta Gandbhir. L'attore ha voluto rendere omaggio e dare visibilità al talento di suo padre, il pittore Robert De Niro Senior morto di cancro nel 1993. Un tributo postumo che pensava di realizzare già 10 anni fa voluto anche per far conoscere la grandezza del genitore ai figli e ai nipoti. Il documentario, che avrebbe dovuto rimanere nell'ambito famgiliare avrà, invece, un'alta visibilità (andrà in onda su Sky Arte HD alle 21.10 il 28 dicembre) ed singolare che l'attore di C'era una volta l'America abbia deciso, forse per onorare le radici italiane del padre, di presentarlo, in anteprima europea, nel nostro paese.
De Niro, accolto dai giornalisti della stampa romana ed estera con grande calore ha risposto alle domande dopo un lungo applauso al termine della proiezione.

Crede che le origini italiane abbiano ostacolato in qualche modo il successo di suo padre?
No, non credo sia questa la ragione che gli impedito di avere la fama che meritava. Era un pittore figurativo molto bravo ed il suo successo, ottenuto negli anni '50, venne messo in ombra dall'avvento dell'Espressionismo astratto americano e della Pop art. Credo che il successo sia una combinazione di cose e che non dipenda esclusivamente dal talento.

Perchè ha scelto di presentare il documentario in anteprima a Roma?
Adoro Roma e penso che sia una città meravigliosa, ci vengo da molti anni, ho girato dei film qui. Quale posto migliore poteva esserci?



Come ha vissuto il fatto di essere diventato più famoso di suo padre?
Senza sensi di colpa. Mio padre era molto orgoglioso del mio successo ma non parlavamo quasi mai della mia carriera. Sapevo che si informava ma quando eravamo insieme non parlavamo del mio lavoro, discutevamo di tutto, amava molto scambiare opinioni con me.

Essere figlio di un pittore ha influenza la sua scelta di diventare attore?
Certamente a livello inconscio perchè da lui ho acquisito il senso estetico, l'amore per l'arte e l'estetica, anche se non ho mai preso in mano un pennello. Posso riternermi un figlio fortunato».

C'è un suo quadro in particolare che ama di più?
No, non c'è uno in particolare, amo le sue opere ed il suo stile pittorico in generale. Espongo i suoi quadri nelle mie proprietà, nelle case, nei ristoranti, negli hotel. Voglio diffondere e dare visibilità alla sua arte per riscattare l'ingiustizia che ha subito in vita.

I momenti più toccandi del film sono la lettura dei diari di suo padre. Li ha letti tutti?
I registi mi hanno chiesto di leggere le pagine e l'ho fatto con piacere ma confesso che non ho letto tutti i suoi diari. E' un'emozione troppo forte e non sono ancora pronto ma credo che un giorno lo farò. Non ne conoscevo neppure l'esistenza li ho trovati dopo la sua morte, quando ho messo in ordine il suo studio a Nerw York. L'ho mantenuto intatto perchè i miei figli e i miei nipoti abbiamo la possibilità di ricordare mio padre nel suo spazio vitale dove ha vissuto per capire la sua eredità morale.

Quando ha scoperto l'omosessualità di suo padre?
Era un uomo di un'altra generazione e veniva da una famiglia italo americana molto rigida quindi non amava parlarne.
Quando ero bambino non mi rendevo conto, l'ho scoperto da adulto.
Purtroppo visse sempre in conflitto con la propria omosessualità e per questo molto presto abbandonò la famiglia ma ci ha sempre voluto bene.

Cosa ha in comune con suo padre?
L'emotività. Lui era molto affettuoso con me e mi ha trasmesso questo sentimento: anch'io sono molto affettuoso con i miei figli ed i miei nipoti.

Se fosse vivo che vorrebbe dirgli?
Gli domanderei se gli piace il mio documentario su di lui.





(Martedì 18 Novembre 2014)


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