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Spin-off, ma con la testa

I Pinguini (di Madagascar)

“Siamo una squadra....!”


di Roberto Leggio


Kolwalski, Chico, Skipper e Soldato, sono una squadra di pinguini squinternati, tre fratelli di sangue (più uno di peripezie e di “acquisizione”), votati alle missioni più “impossibili”. Li conosciamo da pulcini, in Antartide, che in fila indiana si avviano verso una migrazione “coloniale”, quando da una roccia cade un uovo. L'uovo ruzzola via e i tre fratelli, contravvenendo ai consigli della “famiglia”, si lanciano al salvataggio dell'uovo, finendo prima su un iceberg alla deriva, poi allo zoo di Central Park di New York (dal quale fuggiranno nel primo episodio di Madagascar), per poi diventare uno spassosissimo team d'assalto, sempre alla ricerca dell'avventura. Consideratisi “spie” di gran livello i quattro pinguini si mettono sulle tracce del minaccioso Dr. Octavius Tentacoli, un polpo invidioso e pieno di complessi d'inferiorità, che ha la mira di “abbruttire” o sterminare tutti i pinguini del mondo. Da Venezia, a Shanghai, a New York, dal deserto all'Antartide; la banda dei “pinguini” (alla quale si unisce loro malgrado una organizzazione segreta chiamata Vento del Nord, comandata da un Husky borioso e supertecnologico) cercherà di contrastare il male, sfruttando tutto quanto è in loro potere.


Nati come comprimari dei personaggi principali di Madagascar, i quattro Pinguini più folli ed irresistibili dell'universo, dopo essere diventati delle star con una serie televisiva a loro dedicata, adesso approdano al cinema con un film a tutto gas. Ma non pensiate si tratti di un spin-off asfittico. Qui si tratta di una operazione che va oltre la standardizzazione, perché l'avventura del saccente Skipper, il dinamitardo Rico, delle invenzioni di Kowalski ed il pragmatismo di Soldato, supera qualsiasi aspettativa. Il succo è stato riuscire a dare più “struttura” a questi sfeniciformi “bianchi e neri”, capaci di sfruttare tutta la gamma della loro devastante comicità, senza tralasciare nulla di quello che gli autori (Eric Darnell e Tom McGrath) sono riusciti a creare nel format televisivo. Giochi di parole, gags perfette, ritmo rutilante e crocchini al formaggio, tutto frullato in una vera sarabanda di situazioni picaresce dove i quattro pinguini riescono (e ci riescono sempre) ad uscire dalle situazioni più disperate, in quanto come bambini, hanno dalla loro quella sfacciata geniale-ingenuità che li fa giocare a “qualsiasi” avventura. Ed è proprio questa formula ad essere la chiave del successo di questo quartetto surreale che speriamo di vedere ancora più “lanciati” in un prossimo breve futuro.

Giudizio ***



(Giovedì 27 Novembre 2014)


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