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Fantascienza italiana

Il ragazzo invisibile

Supereroi a Trieste targati Salvatores


di Roberto Leggio


Michele non è una cima. Ha quattordici anni, non piace a nessuno, non eccelle né a scuola, né nello sport. Viene vessato da una coppia di bulletti che si divertono a sparargli addosso pallottole di paint ball, ma in fondo a lui non importa niente. L'unica cosa a cui ambisce è avere le attenzioni di Stella, la sua compagna di classe più in vista. Durante una festa in maschera, alla quale va vestito con un l'abito di un ignoto supereroe cinese, Stella lo snobba definitivamente. Deluso e amareggiato Michele si rifugia in un bagno e guardandosi allo specchio spera di “diventare” invisibile. La sua richiesta però non è solamente uno sfogo momentaneo. Il ragazzo scopre con sorpresa di possedere quel potere. Se sulle prime spaventato di tanto prodigio, viene a sapere pian piano che la sua “specialità”, non è isolata. Anzi da quel momento diviene bersaglio di un gruppo di russi che vorrebbero sequestrarlo per sfruttare i suoi poteri.


Prima di qualsiasi critica è bene sapere che Gabriele Salvatores è coraggioso. Coraggioso per aver diretto un film di supereroi, in un paese in cui il cinema di fantascienza è una chimera. Coraggioso, inoltre per svolgere la storia in una provincia italiana sul mare (che poi è Trieste, città da sempre spartiacque tra occidente e oriente), dove di solito, come sempre nelle nostre più anonime provincie, non accade mai nulla. E se accade è talmente eccezionale da restare impresso nella memoria per sempre. Pianificato questo, va detto che il film, sebbene sia ben diretto e recitato con perizia, soprattutto dai due adolescenti alle primissime armi (Ludovico Girardello e Noa Zatta), si avvale un po' troppo ahimè alle convenzioni di certi cine-comic americani, sprecando la possibilità di essere davvero un film italiano innovativo. La risposta è semplice, togliendo la metafora che l'adolescenza è una brutta bestia per tutti e che tutti prima o poi volevamo (o vorremmo) essere “invisibili, per l'inadeguatezza di vivere in un mondo di “grandi”; la fantascienza non fa parte del nostro background essendo un genere derivato in ogni senso. Il Ragazzo Invisibile, in fondo raccoglie molto dagli X-Men, Gremlins, Spiderman e tanti altri; cioè tutta quella mitologia che ha dettato i termini ed i cliché dei supereroi che tutti conosciamo. C'è da dire però, che Salvatores ha la capacità di rende autoriale un film soprattutto per adolescenti, cercando più che altro di attenersi ad uno svolgimento più fumettistico che realistico. Come non rinuncia, in parte ad una estetica da commedia, che ammorbidisce un po' troppo i toni, soprattutto quando deve catalizzare l'azione attraverso le dinamiche tra adolescenti che rende tutto un po' naive. A buon conto il film è godibile e anche in previsione di un finale aperto ci si aspetta un seguito. Magari più robusto.

Giudizio **1/2



(Giovedì 18 Dicembre 2014)


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