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Commedia trash che fa riflettere

Italiano Medio

Ottimo esordio al cinema di Maccio Capotonda


di Oriana Maerini


Quanta materia grigia usa un italiano medio teledipendente? Il comico e regista Maccio Capotonda afferma che sia il 2% nel suo debutto cinematografico dal titolo Italiano medio. Confesso di essere andata all'anteprima con pessimi auspici rispetto all'ennesimo debutto di un comico televisivo dietro la macchina da presa ma l'opera di Capotonda mi fa favorevolmente sorpreso. Il suo film, pur con delle sbavature trash, è quasi da considerare un trattato sociale sull'Italia di oggi.
Una pellicola che, se non fosse per alcune scene volgari, si potrebbe far girare nelle scuole per dimostrare come la dipendenza da Tv e social network ti rovinano la vita e il quoziente di intelligenza.
Il protagonista è Giulio Verme un bambino bistrattato dai genitori che preferiscono a lui la TV e che da grande diventa un pasdaran dell'ambientalismo e dell'ecosostenibilità. A 40 anni ha perso le sue battaglie e nonostante un laurea prestigiosa si ritrova a fare la 'differenziata' in un centro di smistamento rifiuti alla periferia di Milano. Giulio si sente incompreso perché nessuno, a parte la fidanzata Franca, condivide le sue idee radicali ed il modo di vivere al di fuori dagli schemi di spreco e volgarita, fino al'incontro con l'agguerrita anche se poco credibile associazione ambientalista dei "Mobbasta". Il gruppo lo convince a passare dalle parole ai fatti e ad unirsi alla loro lotta contro lo smantellamento di un parco cittadino.
Anche qui fallisce e per dimenticare l'ennesima sconfitta prende una droga propinata da un suo compagno delle elementari. Avviene, quindi, la trasformazione estrema del personaggio: da serio, ecologista, puritano in volgare, teledipendente e sessuofobo. Quello che gli ha promesso l'amico si è realizzato: ora usa solo il 2% del proprio cervello anziché il 20%, come avviene comunemente. Ma qual è il più autentico dei due? La catarsi avviene quando l'effetto si produce anche senza assunzione di pillole e Giulio vince un reality tv. Ora può permettersi tutto perchè è il re dei media e usa il suo potere per recuperare il parco per cui aveva combattuto.



Provenendo direttamente dal mondo dei videomaker Capotonda conosce bene il nemico e riesce ad imbastire un prodotto credibile che riproduce il mondo nel quale siamo immersi con un cinismo autentico ed inusuale. Facendo un paragone azzardato potremmo citare le commedie di Risi, Monicelli e Salce per l'effetto agro-dolce che la pellicola realizza. Insomma dopo la visione usciamo dal cinema con tante risate alle spalle ma con pesante fardello da smaltire. Chi è immune dalle scene presentate nel film?
Una delle più eclatanti è quella in cui in un bus tutti guardano cellulari e ipad e non solo non si accorgono di una signora che stramazza a terra ma quando lo fanno cominciano a fotografarla senza soccorrerla. Che vita è se quando vai al ristorante invece di gustare il cibo pensi a fotografarlo per "postarlo" sui social network e far vedere a tutti cosa hai mangiato?
In "Italiano medio" l’uso di un grottesco e demenziale nello sviluppo narrativo non appare fuori luogo. Anzi, sembra riprodurre fedelmente il ritratto di un popolo che ha perso valori ed ideali ed ha guadagnato solo il sogno di vincere la partecipazione ad un reality show. Il film non si regge solo sulle spalle di un bravissimo protagonista ma anche su personaggi minori come quello di Luigi Luciano che interpreta vari ruoli fra cui l'amico d'infanzia Alfonso sono di grande valore. I riferimenti alla TV reale sono molti, molti espliciti ed impietosi. L'unica pecca del film è la caduta, a tratti, del ritmo e l'eccessiva volgarità di alcune scene. Italiano medio non è la solita commedia italiana insipida che ruota intorno a storie d'amore sdolcinate e gag trite e ritrite.
E' un film che dovrebbero vedere tutti, soprattutto gli intellettuali che la TV la fanno e la propinano all'italiano medio.

giudizio: ** 1/2



(Giovedì 29 Gennaio 2015)


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