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Offerta turistica nelle Marche fra cultura e territorio

Pop Art e Festival del paesaggio

Fra maggio e giugno spettacoli e percorsi didattici


di Oriana Maerini


Non è un caso se Vittorio Sgarbi ha scelto come luogo d’elezione culturale le Marche, ed in particolare Fabriano, attraverso la riscoperta dei suoi artisti. La mostra messa recentemente in scena dall’eclettico e vulcanico critico d’arte dal titolo “GIOTTO a GENTILE pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento” che ha riscosso un grandissimo successo ha fatto riscoprire opere di straordinaria bellezza di tanti artisti locali, a volte misconosciuti. Questo evento che ha avuto un grande impatto mediatico ha rappresentato un’ occasione imperdibile per conoscere le Marche come luogo dove risiedono le radici della civiltà occidentale che ha vissuto un ruolo di straordinaria rilevanza nello sviluppo dell’arte tra Medioevo ed età moderna, offrendo una declinazione originalissima di schemi e linguaggi, tecniche e concezioni estetiche. La mostra di raffinata suggestione e impatto è stata solo il punto di partenza di un itinerario culturale che, partendo dalla Pinacoteca Civica di Fabriano permette di scoprire, lungo il percorso urbano e nel territorio circostante tra antiche abbazie, eremi, pievi e monasteri sparsi nelle vallate appenniniche tra Marche ed Umbria, luoghi un tempo frequentati proprio da quelle maestranze che diffondevano il nuovo idioma giottesco. Ultimo lembo della Marca d'Ancona a ridosso dell'Umbria, Fabriano è circondata da verdeggianti paesaggi e da un'incontaminata natura che ne fa un felice esempio di riuscito connubio tra architettura e morfologia del luogo. Abbiamo visitato questa splendida città, in occasione “La Borsa del Turismo Rurale e Scolastico”, manifestazione promossa dalla Comunità Montana dell'Esino Frasassi nell’ambito del progetto TUR 2 che si è svolta lo l’ottobre scorso. E’ qui che, grazie ad un itinerario culturale, enogastronomico e rurale abbiamo potuto scoprire le eccellenze del territorio: dalle Grotte di Frasassi al Museo della Carta, dal Parco Naturale al teatro educativo. Le Marche sono un esempio di “museo diffuso” che racchiude nel suo territorio un ingente patrimonio storico-artistico ricco di tradizioni, di cultura e di civiltà, grazie a numerosi ed illustri personaggi che l’hanno resa famosa nelle lettere, nelle scienze, imprese militari, industrie ed artigianato, per la religiosità e per le caratteristiche della sua gente, per le sue istituzioni civili e per le peculiarità del territorio. Esempio di ciò sono le “Terre del Gentile” che vantano tale patrimonio, costituendo un vero e proprio “sistema museale” che abbraccia vari campi da quello archeologico, a quello artistico, storico, popolare, tecnico-scientifico, rinascimentale e moderno.


Da Fabriano a Frasassi alla scoperta dei Colli Esini.

Oltre alle sue splendide chiese (ricordiamo in particolare quella di San Domenico, affrescata dalla mano straordinaria di Allegretto Nuzi.) e palazzi Fabriano si più considerare la capitale del “museo diffuso” sorprende, infatti, l' innumerevole quantità di strutture museali che questa città possiede offrendo al turista curioso un’esperienza particolarissima di scoperte culturali. In primis, ovviamente, bisogna citare il celeberrimo Il Museo della Carta e della Filigrana situato all'interno dell'ex convento dei padri domenicani. Il museo tramanda la secolare tradizione della produzione della carta che rende Fabriano una città unica in Europa. All'interno è ospitata una fedele riproduzione della gualchiera medievale per la fabbricazione della carta a mano. La collezione comprende anche un'importantissima collezione di filigrane antiche e moderne: nel corso della visita guidata, oltre alla visione di un video sulla storia della carta, è possibile assistere alla dimostrazione della produzione della carta a mano con i mastri cartai. In loco è stata infatti ricostruita una cartiera medievale, dove è possibile osservare l'intero ciclo di lavorazione. Poco distante dal Museo della Carta, presso il Complesso Monumentale di San Benedetto, scopriamo un altro “gioiello” unico in Europa se non nel mondo: il Museo del Pianoforte Storico e del Suono. La particolarità di questa struttura è che l'esposizione dei 18 pianoforti storici che coprono lo spazio temporale da fine settecento ai primi del novecento e che costituiscono la collezione di Claudio Veneri e "sceneggiata". Il musicista che ha ideato il museo ci accompagna infatti con delle visite-concerto guidate ovvero ci dona la possibilità di ascoltare Bach, Mozart,Beethoven, Chopin, Ravel e Debussy e con gli strumenti originali su cui hanno composto ed eseguito i loro brani più famosi ascoltati nella loro orginale sonorità grazie alle esecuzioni di un pianista concertista. E’ un’emozione unica per tutti gli appassionati di musica che regala suggestioni assolutamente inedite. Il viaggio inizia dall'immagine del primo “Gravicembalo col Forte e col Piano”, inventato tra il 1698 ed il 1700 dall'italianissimo Bartolomeo Cristofori, per poi passare alla prima sala concerto dove campeggiano uno Square-Piano Clementi & Co. (London 1813) ed uno dei 60 strumenti esistenti al mondo costruiti da Johann Schanz (Vienna 1810), soprannominato “Il Principe” e “Lo Stradivari” del Pianoforte. Continuando il nostro itinerario alla ricerca delle curiosità culturali scopriamo un singolarissimo museo: il Museo dei Mestieri in bicicletta, in via Gioberti a Fabriano. Entrare in questa galleria guidati dal signor Luciano Pellegrini è come fare un fare un salto nel passato prossimo della storia storia italiana a partire dagli anni venti e fino agli anni sessanta. . Le 66 biciclette esposte provengono da ogni parte d'Italia, dal nord al sud, a significare una identità ideale del Paese. Pellegrini è giustamente fiero di questa sua straordinaria e rara collezione che ha raccolto in casolari e paesini delle nostre campagne. Attraverso i suoi racconti scopriamo la drammaticità lo sforzo, la fatica della vita quotidiana che gli uomini che grazie all’uso della bicicletta hanno creato delle vere "botteghe" mobili e che sopra a queste hanno vissuta una intera esistenza. Così c’è la bici, del sarto, quella del burattinaio, quella del vigile del fuoco, quella del cinematografo



Lasciamoci alle spalle Fabriano per raggiungere Serra S, Quirico dove un’antica strada secondaria si snoda attraverso l’emozionante Parco della Gola della Rossa e Frasassi. E’ proprio nel cuore del parco, visitando la casa possiamo scoprire l’enorme offerta di educazione ambientale e culturale attraverso pratiche laboratoriali, proiezioni filmate, percorsi natura, l’importante laboratorio teatrale di Serra San Quirico. E’ proprio in questo territorio che scopriamo un’iniziativa culturale molto speciale: “Festival del Paesaggio - Ecomuseo del paesaggio” che articolerà fra i comuni Serra San Quirico, Staffolo, Mergo e Montecarotto fra maggio e giugno (17, 24 e 31 Maggio - 7 Giugno 2015) con scopo di indagare ed interpretare la qualità del paesaggio locale. E’ una rassegna ispirata alle idee degli ecomusei, che si occupano di valorizzare non solo la qualità dei paesaggi, ma anche il rapporto profondo che si è instaurato tra popolazioni e i territori nel corso della storia. Narrazioni, storie, natura, camminare lento, turismo esperienziale e condivisione, sono le parole chiave delle iniziative promosse dall’Ecomuseo del paesaggio per aggregare i partecipanti attorno alla scoperta di percorsi artistici e paesaggistici inediti sul territorio dei Colli Esini. Da segnalare, inoltre, Il progetto Natura Teatrale che prevede laboratori artistici/formativi
che vedranno come protagonista la comunità locale e i turisti interessati, e che avranno come palcoscenico privilegiato i luoghi del paesaggio, sotto la guida di operatori teatrali e compagnie teatrali professionali. A conclusione di questi percorsi verranno messi in scena quattro spettacoli in altrettante location differenti tra maggio e giugno
2015 (la diga di Cingoli, le vigne e le aziende vinicole di Matelica e Cupramontana, lo spazio dell’ex-frantoio di Serra de’ Conti), considerate come tappe di un itinerario alla scoperta dei gusti e della cultura del territorio.


Il Festival POP UP! Arte Contemporanea nei Colli Esini

La quarta edizione del festival POP UP! Arte Contemporanea nello Spazio Urbano si svolgerà, quest'anno, nei mesi di maggio/giugno nei Colli Esini Frasassi, e sarà inaugurata con un grande murales e un’etichetta limited edition ad opera dell’artista ispanico-argentino di fama internazionale Zosen, il cui lavoro, naif e pop, è selvaggio nelle esplosioni da writer, con divagazioni narrative alla Keith Haring, ma raffinato nel citare Matisse e l’arte dei Fauves. L’opera di Zosen rappresenta una combinazione di diversi tipi di simboli, totem, palme, alberi, frutta, verdura e vuole esprime l’equilibrio tra gli esseri umani e il pianeta, tra la terra dove coltiviamo il nostro cibo e l’azzurro del cielo.
Sarà lo stabilimento dell’azienda La Terra e il Cielo, primo in Italia ad essere costruito secondo le tecniche della bioarchitettura e della bioedilizia, ad accogliere l’immaginario vivido di Zosen: un arabesco fatto di alberi, piante, fantasie geometriche e simboli dai colori brillanti che fa immergere lo spettatore in un’atmosfera ludica. Alla realizzazione del murales hanno partecipato anche il collettivo Coloro del Colore Naturale, artisti locali e alcuni collaboratori della Cooperativa.
La collaborazione tra La Terra e il Cielo e MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee nasce da una visione comune che riguarda l’aspetto etico, creativo e sociale del fare e costituisce la prima tappa di un progetto speciale POP UP! dedicato alla creazione di un itinerario artistico d’opere d’arte contemporanea a cielo aperto nel paesaggio dell’entroterra marchigiano, che esalta anche un itinerario del gusto, per promuovere tipicità e risorse enogastronomiche locali, con particolare riferimento ai prodotti biologici d’eccellenza del territorio.
Un viaggio in terra marchigiana immaginato con gli artisti invitati da POP UP! PARADISO a raccontare la Natura in tutta la sua bellezza, la cultura della salute e del rispetto dell’ambiente, il lavoro e la vita dell’uomo attraverso opere d’arte pubblica permanenti.




(Sabato 28 Febbraio 2015)


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