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IV edizione dal 16 al 19 aprile al cinema Barberini

Film Festival Turco di Roma

Una finestra sulla cinematografia turca nella capitale


di Gian Lorenzo Masedu


Roma. Se si può certamente imputare alla distribuzione italiana un colpevole disinteresse verso tutta quella produzione cinematografica che non provenga precipuamente dai paesi di lingua anglosassone, questo non vuol certo dire che il pubblico italiano, invece, non abbia grande sete di un cinema diverso. Un cinema che permetta di conoscere luoghi e popoli spesso a noi vicini ma all’apparenza così distanti.
Questo è sicuramente il caso della Turchia, un paese che, per quanto ci sia divenuto più familiare negli ultimi decenni, soprattutto dopo esser diventato meta delle nostre vacanze estive, rimane sempre un poco misterioso. Cinematograficamente parlando, sono davvero pochi i film e gli autori che abbiamo potuto apprezzare o di cui abbiamo sentito parlare nel corso del tempo, escludendo ovviamente l’eccezione che più di tutte conferma la regola, ovvero il regista turco di casa nostra, Ferzan Ozpetek. Oppure di quanti sono riusciti ad ottenere qualche riconoscimento nei vari festival dedicati alla Settima Arte. Vengono alla mente i nomi di Fatih Akin, autore de La sposa turca e Soul Kitchen, o Nuri Bilge Ceylan, di cui abbiamo visto nelle nostre sale C’era una volta in Anatolia e Il regno d’inverno.
Giunge appositamente a colmare questa lacuna la quarta edizione del Film Festival Turco, organizzato da SRP Istanbul con il supporto del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, che si svolge dal 16 al 19 aprile, presso il cinema Barberini di Roma. Un evento che offre una panoramica di quella che è la più recente produzione della Porta d’Oriente. Un paese in perenne dialettica tra tradizione e modernità, tra Occidente e Oriente. 12 sono le pellicole, tra corto e lungometraggi, che verranno presentati nel corso della kermesse.
Il premio alla carriera andrà alla grande HÜMEYRA AKBAY, affermata compositrice e cantautrice di brani entrati nelle top parade degli anni ’70, diventata poi una tra le più importanti attrici in patria.

Mehmet Günsür in una scena di "Se mi dimentico, sussurra"




Alla conferenza stampa d’apertura del Festival, che ha fatto seguito alla proiezione del film del 2014 Se mi dimentico, sussurra (in originale, Unutursam Fısılda) di Çağan Irmak, erano presenti il regista stesso, con due dei protagonisti,Hümeyra e Mehmet Günsür (popolarissimo attore di Istanbul, interpretare de Il Bagno Turco - Hammam accanto ad Alessandro Gassmann), la presidente del Festival Serap Engin, Ferzan Ozpetek, in qualità di presidente onorario, e Adnan Sezgin, l’Ambasciatore turco a Roma.
Proprio l’Ambasciatore ha ribadito quanta importanza abbia questo Festival, in quanto contribuisce a costruire un vero e proprio ponte culturale tra Italia e Turchia, permettendoci di conoscere non solo un cinema diverso ma un popolo dal quale, in fondo, siamo separati solo da una striscia di mare.
Infatti, la programmazione è stata studiata in modo da poter appagare non solo la nostra sete di un cinema non anglosassone ma anche di conoscenza di tradizioni, contraddizioni e modi di vita turchi. Ovvero, puntando non solo a film d’essai ma anche a pellicole più spiccatamente commerciali. D’altronde, la Turchia è un paese in cui si va molto al cinema e molto viene apprezzata la produzione nazionale a tutti i livelli, complice forse la mancanza di una tradizione di doppiaggio dei film stranieri.
I presenti hanno poi ricordato all’unisono il loro profondo legame con la cultura, in primis cinematografica e musicale, italiana, vista tuttora come un sogno o una meta cui tendere. Ovviamente, riferendosi al cinema e la musica nostrana degli anni che furono.
Per un attimo, un solo attimo, la cronaca ha rischiato di rovinare la festa. Non poteva infatti mancare una domanda sulle recenti dichiarazioni di Papa Francesco relative al genocidio degli armeni da parte turca. Ozpetek ha però preferito evitare di rispondere, lasciando il proprio pensiero a un articolo di prossima uscita, permettendo così ai riflettori di non deviare e di restare puntati sul cinema turco.




L’ingresso alle sale durante il festival è libero fino a esaurimento posti.

Info: :
http://www.filmfestivalturcodiroma.org



(Giovedì 16 Aprile 2015)


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