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Avventure estive di un bel tempo che fu

Le vacanze del piccolo Nicolas

Secondo episodio (da noi) tratto da una serie comica per bambini scritta da René Goscinny


di Roberto Leggio


Finite le scuole il piccolo Nicolas e la sua famiglia partono per le vacanze al mare. Sistemati presso l'Hotel Beau-Rivage, Nicolas sulla spiaggia fa amicizia con un gruppo di scatenati bambini, ma soprattutto si innamora di Isabelle, una bambina dagli occhi grandi che lo attira e lo inquieta. Mentre gli scherzi si assommano ai giochi sulla sabbia, mamma si trova ad essere vittima delle avance di un sedicente ed alquanto fanfarone regista italiano, mentre papà riscopre un amicizia con un vecchio compagno di giochi. L'estate sarà per tutti indimenticabile.


Chiunque di noi abbia vissuto la sua infanzia nei “mitici” anni '50/'60, non può scordarsi le proprie vacanze. Con questo spirito il film di Laurent Tirand, gioca sull'eco dei ricordi, mettendo in primo piano un'epoca ancora saldamente ancorata all'ingenuità e una sorta di “unione” sociale quasi fiabesca. Il piccolo Nicolas, tratto da una serie molto famosa in Francia e sconosciuta da noi, è il corpo diretto di chi bambino giocava in spiaggia ancora con la paletta ed il secchiello, le palline dei ciclisti, faceva scherzi tra amici e si innamorava di bambine (belline, bruttine, ma in ogni caso timidissime) che poi non avrebbe visto mai più. Un mondo che non esiste più e che in fondo vorremmo esistesse ancora. Così tutto è colorato, zuccheroso, pieno di cliché d'antan, come il furbastro cinematografaro italiano (baffetti, urla, caciaronaggine tutta latina) e la goffaggine materna e francese di una mamma, attirata dal bel mondo, ma saldamente legata alla propria “comune” famiglia. Le gag tra mamma e papà sono il punto forte di questo film che mette in secondo piano il mondo dei bambini, facendo perdere un po' smalto alla serie di cinematografica di Nicolas, giunta con questo film alla sua seconda puntata. Il precedente fu un magnifico successo d'oltralpe, qui debitore un po' troppo di alcune soluzioni alla Wes Anderson, per quanto riguarda i colori sgargianti, la follia comica dei personaggi e alcune trovate spassose (il castello a picco sul mare che implode ingoiandosi tutto il suo esplosivo carico). Non si tratta di un capolavoro, ma il divertimento è semplice e contagioso.

Giudizio **



(Venerdì 17 Aprile 2015)


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