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Un racconto a metà tra intimismo e glamour firmato da Çağan Irmak

Se mi dimentico, sussurra

Visto nell'ambito della rassegna "Film Festival turco di Roma"


di Gian Lorenzo Masedu


Due sorelle, un segreto, una frattura insanabile. A una non rimane che la rinuncia a vivere mentre l’altra vola verso la fama e il successo. Il tempo passa, l’astio no. Le due sono costrette a ritrovarsi, a ri-conoscersi e a cancellare il passato. Questa la trama di Se mi dimentico, sussurra del quarantacinquenne regista turco Çağan Irmak, film presentato recentemente in occasione del Festival del Film Turco di Roma.
Si tratta di un’opera che presenta due anime diverse, in costante dialettica/scontro tra di loro. Specchio, forse, di un paese perennemente diviso fra modernità e tradizione, tra Asia ed Europa. Da una parte, abbiamo la classica storia di un’ascesa al successo e, dall’altra, quella di una relazione tra sorelle, appunto. Da una parte abbiamo suoni, colori e immagini pop, molto anni ’60-’70, e dall’altro canto un grigiore senza tempo, il prevalere della noia e della ripetizione.



A una parte dedicata al glamour e allo show business fa da contrasto un racconto più intimo, fatto di silenzi e urla improvvise, sguardi e rimpianti. Le due anime del film finiscono inevitabilmente per conciliarsi alla fine, provocando una sincera emozione nello spettatore.
L’undicesimo lungometraggio di Irmak si fa apprezzare per il tentativo del regista di fondere un racconto personale a uno più palesamente commerciale, alla ricerca di un punto di incontro tra un cinema autoriale e uno di maggiore consumo. Se nel complesso, l’operazione è abbastanza riuscita, il film paga però, in alcuni momenti, un eccesso di melodrammaticità, scadendo in qualche stereotipo di troppo, che lo portano a tratti a somigliare quasi a un prodotto Bollywoodiano.
Ciononostante, alla fine è impossibile non lasciarsi andare a un pianto liberatorio. Soprattutto se, immedesimandoci, finiremo per pensare a tutto quello che poteva essere ma non è stato. E a tutto quello che non abbiamo più.

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(Venerdì 17 Aprile 2015)


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