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Un film di Paolo Bianchini

Devilman Story

DVD edito da Cecchi Gori Home Video per la collana Cinekult


di Francesco Lomuscio


Nazionalità: Italia
Anno: 1967
Genere: Fantascienza
Regia: Paul Maxwell (Paolo Bianchini)
Interpreti: Guy Madison, Liz Barrett (Luisa Baratto), Alan Collins (Luciano Pigozzi), Ken Wood (Giovanni Cianfriglia)
Distribuzione: CineKult
Video: 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: ---------------------
Durata: 84’
Codice area: 2 Pal



Trama:

Il giornalista Mike Harway (Guy Madison) aiuta l’amica Christine (Liz Barrett) nella ricerca del padre professore, scomparso. Giunti in Africa, però, finiscono nelle grinfie del malvagio Devilman (Ken Wood), il quale ha rapito l’uomo con uno scopo ben preciso: far sì che gli sostituisca il cervello con uno artificiale tramite un complesso macchinario.

Recensione:

Con un viscido individuo da anni vivente all’ombra di Devilman e che, al corrente del fatto che l’operazione coinciderebbe con la sua fine, fa fuggire Mike, prosegue questo coloratissimo e movimentato esempio di cinema spionistico italiano a firma di colui che si era già dedicato, l’anno precedente, a Il gioco delle spie.
Primo di tre lungometraggi che il regista concepì per Gabriele Crisanti (gli altri due furono Hipnos follia di un massacro e Dio li crea... io li ammazzo!, rispettivamente datati 1967 e 1968), si tratta, in realtà, di un lavoro di recupero del girato in esubero de I predoni del Sahara di Guido Malatesta, finanziato due anni prima dallo stesso produttore.
Girato realizzato in Marocco e che, con protagonisti dei cavalieri che galoppavano, spiega tante assurde trovate presenti all’interno di questi ottantaquattro minuti di visione, che non esitano, appunto, a tirare in ballo una tribù di tuareg nel deserto, pronta ad aiutare Mike contro il folle criminale dalla maschera argentata.
Probabile richiamo, quest’ultimo, all’allora in voga filone messicano dei catch movie; tanto più che l’insieme messo in piedi da Bianchini per sfruttare in una nuova storia di senso compiuto il materiale che era giocoforza riutilizzare non manca di poter essere accostato al sottogenere riguardante i supereroi di taglio fumettistico.
Sottogenere che, non a caso, il cineasta ha poi affrontato nel 1968 e nel 1979 con L’invincibile Superman e l’ironico SuperAndy, il fratello brutto di Superman, testimoniando già qui un certo interesse nei confronti di personaggi in costume e dai particolari poteri, più o meno soprannaturali.
È CineKult – collana di CGHV curata dalla rivista Nocturno, specializzata in celluloide di genere – a riscoprirlo su supporto dvd.





(Giovedì 23 Aprile 2015)


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