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La Grande Bellezza oltre l'età

Youth

La montagna incantata dove la vecchiaia incontra la vita


di Roberto Leggio


L'esistenzialismo di due vecchietti tra le Alpi svizzere. Fred e Mick, sono amici da una vita. Entrambi artisti di razza (Fred direttore d'orchestra in pensione, Mick regista ancora sulla cresta dell'onda), passano una vacanza salutare in una lussuosa struttura termale in Svizzera, cercando entrambi di non farsi travolgere dalla tristezza del tempo che passa. Fred non vorrebbe più apparire sotto i riflettori, nonostante un emissario della Regina Elisabetta lo tormenti per tornare sul palco a dirigere una sua composizione particolare; Mick al contrario, assieme con un manipolo di giovani sceneggiatori, sta scrivendo il film della “vita”. Tra la sauna, massaggi e piscina termale, interagiscono con il paesaggio, un un attore che si sta preparando per il suo “impegnativo” prossimo film; una miss universo e la figlia di Fred, in crisi per la dissoluzione del proprio matrimonio.


La Grande Bellezza è cercare il meglio nella vecchiaia. Paolo Sorrentino pone l'occhio esistenzialista su due personaggi identici ma allo stesso agli antipodi. Micheal Caine(in una interpretazione da Oscar) direttore d'orchestra in pensione, è un uomo magniloquente, ritirato dal mondo e da se stesso; mentre Harvey Keitel, il regista che sta scrivendo il suo film testamento, è sostanzialmente più vitale e creativo. Amici di una vita ricordano se stessi e il loro primo “non” corrisposto amore, guardano estasiati il corpo nudo di una venere entrare nell'acqua, fanno passeggiate in montagna, soffrono per gli errori “sentimentali” dei figli e assistono annoiati alle serate di intrattenimento. Vivono in fondo di malinconie anche se il fuoco dell'antica giovinezza non li ha mai abbandonati del tutto. Sorrentino tocca con mano la “tristezza” della vecchiaia e la mostra quasi si trattasse di un girone infernale. Gli anziani intruppati per le cure termali, corpi sfatti nel vapore (rosso) delle saune, silenzi, mani di massaggiatrici su schiene e gambe avvizzite; ma allo stesso tempo guarda in avanti rappresentando la forza dirompente della vita, perché è proprio da essa che scaturiscono le più forti emozioni. Girato come il solito con sapienza estetica, Youth racchiude più di quanto abbia fatto Sorrentino fino ad adesso, riflettendo con sapiente ironia (eccezionali i duetti tra Caine e Keitel) sulla creazione, sull'arte e le sue “dannate” bellezze, ma soprattutto sulla gioventù, che nonostante gli anni passati, non ha età.

Giudizio: ***



(Venerdì 22 Maggio 2015)


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