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Fiabesco, fantasioso, geniale viaggio nell'amore

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

La genialità di un bambino adulto


di Roberto Leggio


Nel Montana, in una fattoria, vive T.S. Spivet, dodicenne geniale, ma triste. Suo padre cowboy, (“nato nel secolo sbagliato”), non lo comprende giudicandolo troppo fantasioso per un bambino della sua età. La mamma è una studiosa di insetti, che non sapendo fare la casalinga brucia di continuo il tostapane, lasciandolo assieme agli altri sulla mensola della cucina come una installazione artistica. Sua sorella maggiore, invece, sogna di partecipare a Miss America e vincere il concorso. T.S, aveva aveva anche un fratello gemello Layton, un bambino alto e un po' tonto, ex cocco di papà (che vedeva in lui l'anima perduta del West), che è rimasto ucciso accidentalmente con uno sparo. Al contrario della sua bizzarra famiglia T. S. Spivet è un bambino dotato di una intelligenza sopraffina, maniaco dei calcole e geniale inventore, ma incompreso e addolorato in quanto porta dentro di sé il senso di colpa di non essere riuscito ad evitare la tragedia del fratello. Ad ogni modo, per dimostrare di essere un bambino “diverso”, spedisce allo Smithsonian il progetto di una sua invenzione, senza sapere che da li a pochi mesi riceverò una telefonata che lo informa di aver vinto un premio importante e che dovrà andare a Washington per ritirarlo. Tacendo di essere solo un bambino, come un novello Tom Sawyer, intraprende un viaggio avventuroso verso la capitale, saltando da clandestino da un treno merci all'altro. Nel tragitto si scontra con guardie ferroviarie, vecchi hobos e varia umanità che lo spronano ad inseguire i propri propositi. Giunto sul podio apologa sul successo e nonostante il cinismo degli adulti comprende che la vita è essenzialmente dolce anche se dura.


C'è sempre molta magia nelle opere di Jean-Pierre Jeunet. Ma anche un pizzico di geniale follia. Non è da meno la sua ultima opera, nel quale Il viaggio straordinario di T.S. Spivet, geniale bambino cresciuto in una famiglia di personaggi bizzarri, è il percorso verso la maturità e l'accettazione nei confronti dei suoi famigliari. Un viaggio avventuroso, fiabesco, eccentrico e bambinesco, verso il luogo simbolo dell'intelletto: l'Istituto Smithsonian di Washington. Li gli verrà assegnato un premio prestigioso per la sua invenzione sul moto perpetuo, senza che i suoi ospiti sappiano che egli sia solo un bambino. Ed è proprio questo particolare il motore della vicenda. L'adulto bambino che è dentro ognuno di noi, fa da cartina al tornasole al viaggio del titolo, per mettere in luce il lato mancante di un personaggio ingenuo e fuori dal comune, vivace ma incompreso dagli adulti. Quelli stessi, che una volta svelato l'arcano ed averlo accettato come la singolarità nella scienza applicata, lo trascinano nel cinismo “giornalistico” per farne un V.I.P. Da baraccone. Ma oltre i risvolti drammatici, tenuti sempre a freno con dovizia barocca e fantasiosa. come il solito Jeunet pone al centro dell'azione molto altro. Disegni, schizzi, pitture, immagini in movimento per rappresentare graficamente pensieri, fantasie, la passione cartografica del piccolo protagonista o semplicemente per arricchire spiegazioni logiche dell'azione. In tutto questo T.S. Spivet, il passerotto del Montana, deve far valere il suo cervello e la sua sensibilità con il mondo che va scoprendo nel suo viaggio iniziatico. Perché alla fine, egli non è solo un bambino, triste ma geniale, è un piccolo uomo che cerca di farsi innanzitutto amare: dal padre che lo reputa responsabile della morte accidentale del fratello gemello, dalla madre entomologa che cerca l'eccezione tra i gli insetti che studia e dalla sorella certa che un giorno sarà la nuova Miss America. E con molta visionaria sensibilità Jeunet materializza un universo ideale, nel quale alla fine tutti vissero felici e contenti.

Giudizio: **1/2


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(Venerdì 29 Maggio 2015)


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