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Niente di nuovo nell'altrove

Insidious 3

Oscure presenze... senza fiato


di Roberto Leggio


Buio, scricchiolii e crepe nel muro, non fanno un film horror. Qualche anno fa, la quindicenne Quinn ha perso la madre. Per cercare di “continuare” ad avere con lei un rapporto “affettivo” (e per non far svanire il ricordo), si rivolge alla sensitiva Elise, capace di dialogare “senza paura” con l'aldilà. Durante una seduta, qualcosa si affaccia dal buio ed inizia a “scandandagliare” i sonni della ragazza fingendosi la madre per possedere la sua anima e trascinarla con lei nell'altrove, luogo deputato al terrore infinito. Scontrandosi dapprima con il padre vedovo, che non crede nell'aldilà e nella possibile possessione demoniaca della casa in cui abitano, Quinn capisce che solo Elise e due cacciatori di fantasmi possono risolvere la questione. La discesa nell'inferi (della propria mente e dell'oltretomba) spaventerà tutti e aprirà la strada a futuri terrori...


C'è sempre qualcosa di stantio quando si ripercorrono a ritroso le strade di un film di successo. Insidious 3 è un vero e proprio prequel di una saga nata già vecchia al suo esordio, anche se dietro alla macchina da presa c'era James Wan, che con Saw ha riscritto le regole del “gioco” slasher. La nuova “Insidia”, diretta da Leight Whannel, riparte cercando di ricollegare i fili che legano le due precedenti puntate, puntando sulla “spiritista” Elise Rainer avvezza ad andare “nell'altrove” per cacciare demoni e affini. Lei alla fine della prima puntata moriva e in flashback tornava nella seconda, ma qui è spiegato come si scontri con i fantasmi che spaventano una quindicenne in crisi esistenziale per aver perduto la mamma da poco e che deve tenere i nervi saldi per non far “deragliare” del tutto il padre vedovo e il fratellino non ancora nell'età della ragione. Porte che scricchiolano, tonfi, crepe, ombre cupe e malevole e spesso una “presenza” che lascia impronte untuose sul pavimento che la vorrebbe trasportare nel mondo dei morti per non lasciarla andare più via. In pratica tutto il rodato portato al suo ininfluente eccesso. Il fulcro della storia è “l'uomo che non respira” meno accattivante della “donna velata” abitatrice dell'altrove e infestante di case altrui. Il nuovo fantasma non aggiunge nulla alla trame precedenti, se non altro quella di mettere un po' più inquietudine ad un prodotto giunto alla sua assuefazione. La regia di Whannel resta nella prevedibile tradizione della serie e quindi non si spinge a nuove invenzioni, anzi ripete all'infinito quello che già conoscevamo e come lo conoscevamo. L'unica novità sono l'entrata in scena dei sedicenti ghostbuster Specs e Tucker (aiutanti futuri di Elise), i quali imbranatissimi (e spaventatissimi) si armano alla meglio per fronteggiare il soprannaturale che li (ci) sovrasta come in un pedissequo Luna Park. Il che rende tutto molto vacuo... aria fritta.

Giudizio: *



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(Venerdì 5 Giugno 2015)


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