.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Eventi      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


L'annuncio oggi alla stampa del ministro Franceschini

La casa di Sordi diventerà un museo

"Alberto il grande" rassegna davanti alla villa dal 27 giugno al 3 luglio.


di Oriana Maerini


Roma. "Da 1972, quando morì la sorella prediletta Savina, questa casa divenne un santuario, niente più feste e ricevimenti. Quando gli chiedevo perchè non alzasse mai le serrande Alberto mi rispondeva: "perché mi si rovinano i quadri" - così Carlo Verdone presente, in qualità di Presidente della Fondazione Alberto Sordi per i Giovani, alla conferenza stampa narra i suoi ricordi all'interno del teatro della villa, apertura per l'evento ai giornalisti. Evento creato, nel giorno della nascita di Sordi, (avrebbe compiuto 95 anni) dal Ministro dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, dall’Assessore alla Cultura e al Turismo di Roma Capitale Giovanna Marinelli e Italo Ormanni, Presidente della Fondazione Museo Alberto Sordi per dare l'annuncio che è la villa di Alberto Sordi diventerà presto un museo.
Durante l'incontro con la stampa è stata anche presentata la retrospettiva “Alberto il Grande!” dedicata al grande attore, che si terrà a Roma dal 27 giugno al 3 luglio in un arena all’aperto che sarà allestita nel piazzale di fronte alla casa di Sordi.


Varcare la soglia della villa rifugio di uno degli attori più talentuosi ed amati del nostro cinema è veramente emozionante, si ha come la sensazione di profanare un luogo magico, un santuario appunto. La sua casa di Via Druso, già via della Ferratella, scelta da Sordi come dimora è posta all'interno del parco archeologico delle Terme di Caracalla e fu costruita nel 1933 da Alessandro Chiavolini, per molti anni segretario particolare di Benito Mussolini. Oltre la maestosità della villa colpisce l'arredamento antico e la disposizione delle camere comunicanti che consentivano all'attore di passare agevolmente da un ambiente all'altro. Il luogo "sacro" per eccellenza è il suo studio dove trascorreva la maggior parte del tempo, fra cimeli di famiglia e i moltissimi premi collezionati durante la carriera. E' qui che Alberto leggeva le sceneggiature, accanto al camino. Eccentrica è poi la "barberia" , vero negozio di barbiere posizionato accanto allo studio dove è presente tra l'altro un bellissimo quadro firmato da Zavattini. Monumentale è, poi, il bellissimo teatro fatto costruire dall'attore all'interno della dimora impreziosito da stucchi e sculture di pregio. Una particolarità di tifoseria la notiamo nel salotto a piano terra dove fra le bottiglie di vino e liquori si nota in bella vista uno spumante con etichetta della squadra laziale. Perché Sordi, notoriamente tifoso della Roma, la conservasse non è dato sapere.
Singolare la presenza di un centralino in cucina perché nel stanze non dovevano squillare i telefoni. Chiudiamo gli occhi e cerchiamo di evocare Alberto all'interno della sua casa, una dimora austera che contrasta con l'immagine goliardica e solare dell'italiano medio che ha incarnato, fino a diventarne un simbolo.

Lo studio di Alberto Sordi



Ma quando il pubblico potrà visitare la casa museo di Alberto Sordi? A questa domanda Italo Ormanni risponde che i tempi saranno lunghi anche se il processo per la riapertura è già iniziato grazie alla Fondazione Museo Alberto Sordi, istituita nel 2011 da Aurelia Sordi con il fine di realizzare un museo dedicato ad Alberto Sordi nella villa in cui visse dal 1958 fino al giorno della sua scomparsa il 24 febbraio 2003.
Tra la Fondazione Giovani e la Fondazione Museo è nata una stretta collaborazione allo scopo di realizzare il desiderio di Alberto ed Aurelia di destinare il loro patrimonio a fini benefici e sociali e per preservare la memoria del grande Artista. Il ministro Franceschinidichiara che sono iniziate le procedure per dichiarare di interesse storico-artistico la villa e l'archivio di Alberto Sordi, le Soprintendenze hanno effettuato un’accurata catalogazione dei beni mobili che vi sono contenuti e che diverranno anch’essi di interesse storico-artistico. Proprio con tale finalità il primo atto della Fondazione Museo è stato il conferimento in deposito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di tre prestigiose tele di De Chirico acquistate da Sordi direttamente dal Maestro e ora esposte al pubblico.
Il progetto attualmente allo studio della Fondazione Museo è lontano dall’idea di museo tradizionale. La volontà è di dar vita a un luogo che non sia semplicemente un’esposizione di ricordi, cimeli, foto che possa far pensare al passato, ma piuttosto un luogo “vivo”, che sia in grado di trasmettere la sensazione di un Sordi che fa e che farà ancora parte della vita dei romani e di tutti gli italiani.
Un importante lavoro, in questa prima fase progettuale, si sta compiendo con la collaborazione della Cineteca Nazionale per la catalogazione e digitalizzazione dell’immenso archivio di Alberto Sordi. La sorella Aurelia già nel 2011 aveva iniziato a trasferire in deposito alla Cineteca parte dell’archivio composto da migliaia di “rulli-pellicole” che comprendono non solo i suoi 200 film ma anche filmati unici quali sopralluoghi, backstage, trasmissioni televisive nonché registrazioni radiofoniche. Ma l'archivio personale di Sordi comprende una ancor più ingente quantità di materiale, tra i quali articoli di stampa italiana ed internazionale, oggetti e migliaia di fotografie riguardanti non solo la sua carriera ma tutto il cinema italiano dagli anni ‘50 sino al 2000. Al lavoro della Cineteca si affiancherà ora anche la Soprintendenza Archivistica del Lazio. Tra i primi atti portati a termine dalla Fondazione Giovani vi è stata la digitalizzazione dell'unica copia esistente in 35 millimetri di “Storia di un italiano”, antologia a puntate, realizzata da Alberto Sordi insieme allo sceneggiatore Rodolfo Sonego, alla quale l’attore era profondamente legato e che rischiava di andare definitivamente perduta. L’opera di digitalizzazione ha riguardato tutte le 36 puntate per un totale di oltre 37 ore di filmati. Il controllo di qualità è stato effettuato dalla Cineteca Nazionale presso la quale è ora custodita sia la copia in pellicola che una copia digitale in Hdcam.

La "barberia" adiacente lo studio



Clicca "MI PIACE" su Facebook
Se ti è piacuto l'articolo, fallo sapere all'autore: clicca "Mi PIACE" e aggiungi i tuoi commenti sulla pagina Facebook di Cinebazar.

Vai alla pagina di Cinebazar su Facebook



(Lunedì 15 Giugno 2015)


Home Eventi      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro