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Quinta avventura per Ethan Hunt

Mission Impossible - Rough Nation

Azione, ironia e doppio giochi


di Roberto Leggio


Attaccato con solo la forza delle braccia su un aeroplano in decollo, Ethan Hunt sventa il trasporto di un carico di armi nucleari destinati da qualche parte del globo. Nel frattempo, colpa degli innumerevoli danni collaterali che le sue missioni impongono garantendo la sicurezza mondiale, la CIA decide di dismettere l'IMF rendendolo un rinnegato ricercato. Il tutto perché Hunt e il suo gruppo vogliono eliminare il “Sindacato”, fantomatica organizzazione criminale formata da ex agenti super qualificati che punta a creare un nuovo ordine mondiale attraverso una serie di devastanti attacchi terroristici. Da Londra a Vienna a Casablanca, in un profluvio di azioni al cardiopalma, per riuscire nell'impresa l'agente segreto trasformista dovrà allearsi conIlsa Faust (il cognome è tutto un programma), gelida ex agente britannico votata al doppio gioco.



Ethan Hunt non molla e risorge. Non è la prima volta, in verità. Era morto e risorto nell'episodio diretto da J.J. Abrahams e risorge anche in questa puntata diretta di Christopher McQuarrie. Torna a spassarsela nel mondo “reale” delle spie impossibili dopo la scena da antologia in apnea da record (non senza conseguenze), giusto il tempo per sostituire un codice. Ethan Hunt, non muore mai. E perché dovrebbe. La saga delle "Missions Impossible" è fonte di reddito rodata e talmente adrenalinica che sarebbe un peccato non farsi prendere alla gola dalle “avventure impossibili” dell'IMF. Alla quinta trasposizione cinematografica (ricordiamolo per i più giovani, il format viene da una serie televisiva degli anni '70) il gusto del divertimento non viene meno. Anzi ne acquista in adrenalina, azione, sparatorie e inverosomiglianze. Costruito come un'opera corale sull'amicizia, tutto il film vede come protagonista Tom Cruise, perennemente giovanile, prestante, abituato a scene ad alto rischio senza stuntman (nella prima rimane perfino appeso ad un aereo in volo) che non lasciano un attimo di respiro. Christopher McQuarrie, dirige e scrive la sceneggiatura come se fosse un fumetto di altissima qualità, puntando molto sulle stile bondiano ipercompresso, senza però far mai perdere l'attenzione né le fila della narrazione. In fondo in questa sua “missione impossibile” mette in scena un condensato di tutto quel che di strabiliante fa il successo della serie, riuscendo a miscelare l'azione con l'ironia come mai si era visto prima. La forza del film è proprio riposto in queste due facce, così da renderlo più iper-reale e molto più “impossibile”. Ma sfacciatamente divertente.

Giudizio ***





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(Mercoledì 5 Agosto 2015)


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