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Film che racconta uno dei progetti più famosi del celebre street artist

Banksy does New York

Il regista Chris Moukarbel ha "catturato" il mese di follia


di Luana Solla


Il primo ottobre 2013 l’inafferrabile street artist inglese noto come Banksy ha dato vita a un progetto unico nel suo genere personalizzando con la sua arte, giorno dopo giorno, una location non preannunciata di New York e scatenando così per 31 giorni una caccia al tesoro delle sue opere, sia online che per le strade.
Catturando questo mese di follia, BANKSY DOES NEW YORK di Chris Moukarbel -che arriva nelle sale italiane distribuito da Wanted dal 7 settembre (dettagli su https://www.facebook.com/wantedcinema?fref=ts) in occasione dell’apertura del tenebroso parco di divertimenti lanciato da Bansky in UK, Dislanaland- include anche contenuti creati dai “cacciatori” di Banksy, dai video di YouTube alle foto di Instagram: la risposta dei newyorchesi è così diventata parte del lavoro stesso, un esilarante e dettagliato resoconto del clamore provocato in città dal misterioso artista.

Con installazioni che abbracciano tutti e cinque i distretti di New York, includendo una combinazione di stencil graffiti, scultura, video e performance, Banksy ha toccato un’ampia gamma di temi come i salari nei fast food, la crudeltà sugli animali nell’industria della carne, le vittime civili in Iraq e l’ipocrisia del mondo dell’arte.

Un paio di “cacciatori” di Banksy e di persone che portavano a passeggio il cane hanno registrato con una videocamera la loro ricerca di opere per tutto il mese, mentre Stephan Kezler, proprietario di una galleria in Southampton gallery che compra e vende le opere pubbliche non autorizzate degli street artist, ha ricercato nuovi e preziosi pezzi.

Dal distretto del Queens a Staten Island, da Bushwick al Lower East Side, ogni opera è stata svelata quotidianamente sull’account Instagram dell’artista @BANKSYNY e sul suo sito, senza rivelarne però l’esatta collocazione. Usando gli hashtag di Twitter, i post su Facebook, Instagram e Vine, gli amanti dell’arte e i fan setacciavano le strade per un nuovo e spesso fugace sguardo alle opere di Banksy. Ad aumentare il brivido dell’inseguimento per i fan dell’artista c’era l’incertezza relativa alla possibilità che l’opera venisse cambiata o rimossa prima che loro arrivassero per vederla. Alcuni street artist locali hanno cominciato a taggare sui lavori di Banksy, mentre alcuni proprietari di immobili o aree private hanno rimosso oppure oscurato le opere nella speranza di guadagnare qualcosa dalla Banksy-mania. Infine l’artista ha richiamato l’attenzione del sindaco Bloomberg, che ha dichiarato che Banksy stava deturpando la proprietà pubblica e privata. Nonostante il New York Police Department abbia negato di essersi messa alla ricerca dell’artista, come la stampa rivendicava, un giorno della residenza newyorchese di Banksy è stato cancellato proprio a causa dell’intervento della polizia.
Il 31 ottobre, l’ultimo giorno della residenza di Banksy in città, sei palloncini con le lettere che componevano il suo nome sono stati posizionati vicino a 5 Pointz, nel Queens, vicino a un luogo di riferimento per l’arte dei graffiti destinato ad essere demolito in breve tempo. Non appena la folla si è raccolta sotto l’installazione, un gruppo di uomini ha tentato di rimuoverla, incoraggiando una protesta registrata dai video postati su Facebook e YouTube.






Il trailer:



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(Sabato 5 Settembre 2015)


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