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Nella plancia di comando delle emozioni

Inside Out

Diventare grandi… che subbuglio!


di Roberto Leggio


La fatica di crescere e accettarne il cambiamento. Riley è una bambina felice del Minnesota. Quando però viene sradicata dalla sua vita per il trasferimento di lavoro del papà a San Francisco, nella sua testa accade qualcosa. Le sue emozioni Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, vengono messe alla prova. Dalla loro consolle di controllo cercano di far adattare la bambina alla sua nuova vita, in particolare Gioia che cerca di vedere il lato positivo delle cose, ma le altre emozioni non sono d’accordo su come affrontare una nuova città, una nuova scuola e una nuova casa. Dopo un’ultima mortificazione Gioia cerca di rimediare, ma per un errore viene risucchiata fuori dal centro di controllo assieme a Tristezza. Nel corso di un viaggio attraverso sogni, ricordi e tratti distintivi della personalità di Riley, entrambe impareranno a collaborare e la bambina imparerà a gestire le proprie emozioni.


La Pixar torna agli altissimi livelli dopo alcuni passi falsi come Cars 2, Brave e Monsters University. Inside Out è un’opera tanto geniale quanto profonda. Capoverso di UP, dove la vecchiaia era solo una forma della mente, Inside-Out penetra nei neuroni di una bambina, per mostrare i suoi patimenti nello sbocciare alla vita adulta. Le sue gioiose emozioni, svaniscono al momento di trovarsi in una nuova città, una nuova scuola, una nuova squadra di Hockey. Situazioni per lo più aliene dalle quali è difficile districarsi. Ma niente paura. Il film di Peter Docter non è una analisi psicoanalitica, ma è una gioioso percorso intimo all’interno delle emozioni più profonde di Riley, orchestrate da Gioia e Tristezza, che la traghetteranno nell’accettazione del se. Se i palloncini colorati erano la metafora della leggerezza della vecchiaia (pronta comunque a nuove avventure), qui sono le sfere dei ricordi a fare da contrappeso tra la fine dell’infanzia e l’inizio della pubertà, svolta epocale per qualsiasi bambino. Così le tutte le emozioni (Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura) guidano le decisioni di Riley, nel suo viaggio di formazione che a undici anni deve affrontare sfide e cambiamenti per accettare ed accettarsi nelle gioie e nei dolori di tutti i giorni. Una crescita intellettiva ed emozionale per andare avanti senza l’ipocrisia di essere per forza felici. La sceneggiatura in questo senso non sbaglia un colpo tanto è ben scritta e ben resa sullo schermo con perfetto equilibrio tra il comico ed i piccoli/grandi drammi che vivono sulla sua pelle di Riley nel mondo “fuori”. Film pieno di invenzioni e trovate geniali come il percorso nei pensieri astratti dove Gioia e Tristezza si destrutturano diventando prima bidimensionali e poi elementari; o dell’amico immaginario Bing Bong (metà gatto. metà elefante e un po' delfino) che svanisce per far si che Riley possa abbandonare definitivamente l’infanzia. Un capolavoro assoluto di animazione, che è una lezione di vita anche per gli adulti. Dello stesso livello anche il cortometraggio Lava, che precede il film. La storia d’amore tra un vulcano solo e desolato in mezzo al mare che da millenni cerca la sua anima gemella. Una vera chicca che travolge per l’intensità delle emozioni, segnale inequivocabile che la Pixar è davvero una fantastica ed intelligente fabbrica dei sogni.

Giudizio:****


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(Mercoledì 16 Settembre 2015)


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