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Robinson Crusoe su Marte

Sopravvissuto - The Martian

La sopravvivenza sul pianeta Rosso


di Roberto Leggio


Dopo una tempesta di sabbia che ha costretto l’equipaggio di Ares 3 di abbandonare Marte e ripartire per tornare sulla Terra, l’astronauta Mark Whatney creduto morto è abbandonato sul pianeta. Rimasto solo, con poche risorse e senza alcun modo per contattare la Nasa, l’uomo, superato il momentaneo sconforto, si industria per sopravvivere. Coltiva patate, si rimette in comunicazione con la Terra riesumando Pathfinder, si aggiusta il casco della tuta spaziale con lo scotch, mentre la Nasa si sforza di organizzare un modo per salvargli la vita. Dopo un viaggio di 3200 km sulle accidentate pianure del pianeta Rosso, l’astronauta, che tra l’altro non mai perso il senso dell’umorismo, l’uomo si troverà a “riassettare” un nuovo veicolo spaziale, mandato sul pianeta in attesa di una nuova missione su Marte.


Sul pianeta rosso nessuno può sentirti urlare. Infatti Mark Whatney non urla. Anzi ascolta buona musica anni ’70, guarda Fonzie e si ingegna per non morire. Mark Whatney incarna la grande capacità umana di adeguarsi a qualsiasi situazione, anche la più estrema, pur di sopravvivere. Sia nel libro che nel film di Ridley Scott, si tifa per l’astronauta lasciato solo su Marte, perché creduto morto. Ed proprio con spirito gioioso e ironico, che va visto questa nuova avventura fantascientifica del regista che con Alien (e soprattutto con Blade Runner) cambiò le regole del cinema di genere. Mark Whatney, il biologo, non si perde mai d’animo e riesce sempre a trovare una soluzione a tutti i problemi che via via gli si parano contro. Lo stesso, ma con molto più stress, sulla Terra la Nasa cerca soluzioni per riportare l’astronauta a casa, mentre con grande spirito di sacrifico (per una sorta di espiazione?) i suoi compagni ad un certo punto tornano indietro per andarlo a ripescare letteralmente nello spazio. C’è proprio tutto questo (solitudine, avventura, disquisizioni scientifiche, intuizioni geniali, senza contare una collaborazione inaspettata con l’agenzia spaziale cinese) in questa strana opera di Ridley Scott, che torna dopo molte pellicole non propriamente riuscite, ad un blockbuster (ma in senso stretto) davvero per tutti. Naturalmente in filigrana si può leggere la sua visione sulla natura umana, che qui invece di essere negativa è ampiamente positiva, quasi a cancellare il futuro pessimista che il regista inglese ci aveva abituato almeno nei suoi film fantascientifici. Molto meno intellettuale di 2001, e meno arzigogolato di Gravity e Interstellar, Sopravvissuto (titolo demente a confronto del miglior Marziano originale), spiega semplicemente l’osticismo inospitale del pianeta rosso. Punto di arrivo delle prossime missioni spaziali. Un ulteriore inevitabile passo delle spirito di scoperta e di avventura della razza umana.

Giudizio ***




(Giovedì 1 Ottobre 2015)


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