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La nascita della leggenda di Moby Dick

Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick

Il cuore nero degli uomini e la ragione della natura selvaggia


di Roberto Leggio


Isola di Nantuchet, 1851. Il giovanissimo Hermann Melville, è un giornalista in cerca di una bella storia da “raccontare”. La trova nelle parole di un vecchio marinaio, ,uno dei pochi sopravvissuti al naufragio della baleniera Essex. I ricordi sono vividi macigni. Partiti dal porto nordamericano alla ricerca di cetacei che possano riempire duemila barili di olio di balena, la nave, oltre che di molti inesperti, è zeppa di “brutta” gente di mare. Uno è l'arrogante capitano Pollard, che l'oceano lo conosce per discendenza marinaresca, l'altro è il primo ufficiale Chase, marinaio di lungo corso che sogna un giorno di avere una nave tutta sua. Lo scontro tra i due è inevitabile, come è inevitabile il destino che li fa incontrare un gigantesco capodoglio albino, terrore del Pacifico. Abbattuti proprio dal cetaceo, la nave affonda e lascia alla deriva tre minuscole barchette con pochi superstiti. Raggiungere un porto in Sud America diventa un viaggio della “disperazione”. L’umanità deraglierà per sopravvivenza; ma dopo il sole, la fame, la sete, gli stenti e animali pulsioni, la “leggenda” della balena bianca uscirà dalle pagine dello scrittore.


Film d'avventura d'altri tempi come non se ne facevano da anni, Ron Howard mette in scena il mito di Moby Dick, risalendo ad una storia vera. Anzi verissima. L'affondamento della baleniera Essex di Nantuchet. Melville ha raccontato del “cuore nero” degli uomini e della natura selvaggia (ma libera), narrando di marinai alle prese con la propria “balena bianca”; metafora di ossessione e di cupidigia. Di soldi e di testardaggine. Nel film ci sono onde, tempeste, ramponi, scontri verbali (e fisici) e rivalità tra “capitani” (coraggiosi). Ma anche sopravvivenza, abomini umani, sfruttamento di materie prime (all'epoca l'olio di balena). Il 3D magnifica l'impronta dell'epica omerica ai ritmi di una tragedia greca sul mare, trasportandoci lontano nel tempo e dentro il nostro “bramoso” e avido quotidiano: “E' stato scoperto dell'olio dalla Terra....”. Storia di muscoli, fiocine, corde, vele, cetacei, scialuppe di salvataggio, atti di coraggio e sacrifici. Un mondo scomparso che faceva sognare avventure supreme. Dopo le corse e mediocri menzogne di “Codici” e “Inferni” bronwiniani, Howard si ri-conferma autore di razza regalandoci vero cinema di intrattenimento. Quello vero. Quello necessario.

Giudizio ***







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(Giovedì 3 Dicembre 2015)


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