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In una galassia lontana, lontana...

Star Wars - Il Risveglio della Forza

Dopo 38 anni sono ancora guerre stellari, ma le emozioni latitano


di Roberto Leggio


In una galassia lontana lontana, sono ancora guerre stellari. Sono passati di più di trenta anni da quando l’Impero è stato sconfitto dalle forze ribelli. Luke Skywalker è nel frattempo scomparso e nessuno sa dove sia finito. L’unico indizio è una mappa stellare nascosta all’interno di un droide, sopravvissuto al massacro di innocenti da parte delle truppe del Primo Ordine, nazistico governo sorto dalle ceneri del vecchio Impero. La caccia all’ultimo Jedi è senza tregua. Se da una parte lo pseudo Jedi malvagio Kylo Ren, lo vuole per essere l’unico ad avere la Forza dalla sua parte; dall’altra la Resistenza lo cerca in quanto spera che egli possa nuovamente riportare equilibrio nella Galassia. La battaglia che si scatenerà coinvolgerà oltre a volti noti, anche Rey, una ragazza “combattente” e Finn, una ex guardia imperiale inorridita dalla malvagità del nuovo regime.


Clone conforme di una storia già nota, il nuovo Guerre Stellari (Star Wars, qualsivoglia), è finalmente un film di fantascienza di ultima generazione, spettacolare ma privo di emozione. Abbandonata per quanto possibile la soap opera familiare di Darth Vader e dei suoi due figli “ribelli” (Luke, l’ultimo cavaliere Jedi e Leia la principessa generale); Il Risveglio della Forza riprende i temi fondanti della saga, fotocopiando pari pari alcune situazioni già viste nell’originale del 1977. Cosa c’è di nuovo allora? Tantissimo e quasi niente. J.J. Abrams, abbonato ormai a rinverdire francise (Star Trek e Mission Impossible), assieme con lo sceneggiatore originario Lawrence Kasdnan, pare essere entrato nella nuova trilogia (si perché i prossimi due episodi arriveranno con cadenza biennale) in punta di piedi; quasi a non voler “sporcare” l’epica di una saga diventata un evento di costume. Così ha mascherato questo settimo episodio in un remake sotto mentite spoglie che tanto ha il sapore di un reboot. Torna infatti la sabbia, la Morte Nera con le dimensioni di un pianeta, il Millennium Falcon (ancora guidato da Han Solo/Harrison Ford e dal suo fido Wookie Chewbecca), gli intercettori della Resistenza, i caccia dell’Impero Galattico (che adesso si chiama Primo Ordine), la principessa Leia; ma anche personaggi nuovi come la raccatta cianfrusaglie Rey con una “predisposizione particolare”, il “disertore” Finn e l’astropilota Poe. E poi c’è anche il cattivo. Di nero vestito. Ovvio. Peccato però che oltre ad essere moscissimo è anche patetico ed isterico. Figlio di due “lune” (non aspettatevi spoiler, anche se non è l’unico) è la versione debolissima di Darth Vader, in fondo il vero protagonista dell’intera epopea. Manca Luke, ma la sua presenza però è talmente tattile che alla fine glielo si può perdonare, anche perché è chiaro (per come va finire) che sarà il protagonista assoluto della prossima puntata. Film essenzialmente per fans accaniti, piacerà alle nuove generazioni come alle vecchie. Ma nulla più.

Giudizio **


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(Mercoledì 16 Dicembre 2015)


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