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Essere single nella Grande Mela fra euforia e pentimenti

Single ma non troppo

Commedia generazionale divertente ed educativa


di Oriana Maerini


Chi ha detto che single è sinonimo di sfigato? A volte è una scelta di vita, un passaggio obbligato per trovare la propria identità. E' quello che pensa Alice (Dakota Johnson) quando lascia il fidanzato che la adora e sale su un taxi verso la conquista di New York. Chissà quante avventure e quanto divertimento l'aspettano: andare a letto di qua e di là nella città che non dorme mai è un'esperienza esaltante. La sua compagna d'avventura è Robin (una bravissima Rebel Wilson), maestra di vita che sa come fare la single: cinica e spregiudicata più di un maschio rimorchia al bar e non vuole che il sedotto si fermi a colazione. Single ma non troppo potrebbe sembrare un manifesto della liberazione sessuale femminile del terzo millenio se non scadesse via via verso il filone Bridget Jones (il film viene letteralmente citato nei dialoghi) ovvero il ritratto di una donna moderna che si sente zitella e perduta senza una relazione stabile. Si perchè dopo i primi giorni di euforia da libertà ritrovata Alice comincia a trovare squallidi i flirt, le sbornie e il sesso con uomini sconosciuti e comincia a maturare la sindrome della single sfigata che piange sulla spalla della sorella Meg (Leslie Mann), un medico in carriera ormai votata allo zitellaggio che decide di diventare madre con un donatore anonimo.



Chirstian Ditter, regista tedesco trapiantato negli States dopo il successo di Scrivimi ancora, coadiuvato dagli sceneggiatori Abby Cohn e Marc Silverstein, mette insieme una commedia di genere molto divertente ma senza pretese. Oltre al citato Il diario di Bridget Jones più british e raffinato il confronto
vola verso la celeberrima seria Sex and the City dove il ceto sociale era più alto, le avventure sessuali più dorate e le location più griffate. Single ma non troppo è comunque un film che ha centrato il suo target femminile perchè ogni ragazza, anche dall'altra parte dell'oceano, si rivedrà almeno un pò in Alice e Robin, due donne che sotto la coltre di una sbandierata spregiudicatezza morale sognano il nido ed il principe azzurro. Gli uomini sono solo comparse: si fanno sedurre, si fanno lasciare, fanno i padri surrogati e non restano mai a colazione. Bravissime tutte le interpreti citate: ognuna di loro caratterizza un ruolo femminile con talento attoriale anche se fra le tre primeggia la Wilson, perennemente sopra le righe. Il finale lascia però una via d'uscita a questi clichè atavici e lascia intendere che essere single è uno stato dell'essere.

giudizio: *1/2




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(Giovedì 11 Febbraio 2016)


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