.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Eventi      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


L'Oscar dei numeri primi

Ennio Morricone e Leonardo Dicaprio trionfano agli Oscar: è la prima volta

Cinque precedenti nomination a secco, poi la vittoria


di Roberto Leggio


Roma – E' stata l'edizione della “prima” volta. Ennio Morricone e Leonardo Dicaprio hanno finalmente vinto l'ambita statuetta, guarda caso per due western, entrambi estremi. Andati a secco per cinque volte Ennio e Leo, hanno definitivamente coronato la propria carriera. Il primo, grande vecchio delle colonne sonore (circa cinquecento per il cinema e la televisione); il secondo molto più giovane ma attore fatto e duraturo. La prima “volta” è per entrambi, comunque, il senso del proprio lavoro. Ma è stata anche la prima volta per Brie Larson, miglior attrice per Room e per Alicia Vikander, miglior attrice non protagonista per The Danish Girl; tutte e due alla prima nomination. Ad ogni modo questa ottantottesima edizione del premio dei premi del cinema, è stata quella della contestazione da parte dell'entourge di colore, in quanto nessun attore o “artigiano” afroamericano figurava nella rosa delle nomination; ma è stata anche quella che ha riscoperto il western.


The Hateful Height di Quentin Tarantino, con la colonna sonora del Maestro Morricone (perdonatemi il maiuscolo), rientra nel genere sebbene macchiato di sangue horror; mentre e soprattutto The Revenant (per il quale Dicaprio ha vinto come miglior attore) di Alejandro Inarritu è si classico, ma anch'esso estremo in quanto ambientato nella fredda natura selvaggia del Wyoming agli inizi del diciannovesimo secolo in quel medioevo degli Stati Uniti, dove scorrazzavano cacciatori di pellicce, indiani, bestialità animale e umana. Un compendio che deve essere piaciuto ai votanti dell'Academy che hanno permesso di assegnare per il secondo anno consecutivo il premio proprio al messicano Inarritu come miglior regista. Un riconoscimento che forse smorza le polemiche razziste.


A vincere più premi, ad ogni modo è stato un film Mad Max – Fury Road di George MillerMad Max di oltre trentanni fa con Mel Gibson. Estremo anch'esso ha portato a caso sei statuette tecniche. Ma oltre alle “novità” l'Oscar è andato nei canoni classici. Il miglior film è stato Il Caso Spotlight (che si è portato a casa anche il premio per la miglior sceneggiatura), che racconta l'inchiesta dei giornalisti del sui preti pedofili negli Stati Uniti. Mark Rylance è stato il miglior non protagonista per Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg, un premio che ripaga il bel thriller da guerra fredda del regista (rimasto davvero a secco) di Minneapolis.


l miglior film straniero Il figlio di Saul ha vinto nelle previsioni, come anche Inside-Out nella categoria di Animazione. La miglior canzone è stata Writing's on the wall eseguita da Sam Smith, per il 23simo Bond Spectre, mentre gli effetti speciali sono andati a Ex-Machina (tra l'altro interpretato proprio da Alicia Vikander). Qualcuno ha definito questa edizione degli Oscar, “riparatrice”, in quanto quasi tutti i film presi in esame non erano il miglio della produzione uscita nel corso dell'anno. Ma ad ogni modo ha definito ancora una volta che il cinema è una possente macchina dei sogni, capace ancora di emozionare. E tanto basta.

In onore a Ennio Morricone mettiamo in linea la colonna sonora di Hateful Height. Se volete ascoltarla potete cliccare qui sotto. Grazie maestro!





(Lunedì 29 Febbraio 2016)


Home Eventi      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro