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Travaso di memoria per un bruto che salverà il mondo

Criminal

Cast stellare per un confuso fantathriller


di Roberto Leggio


L'hard disk della mente. A Londra l'agente Pope sta per concludere un “affare” con l'hacker chiamato l'olandese, che in cambio di un bel bottino può impedire che i codici dell'intero arsenale nucleare americano finiscano nelle mani dell'anarchico spagnolo Heimdahl. Ma una volta avvenuta la “transazione”, l'agente Pope viene ucciso portando nella tomba tutte le informazioni in suo possesso. Cercando di evitare un attacco terroristico di proporzioni epiche, il capo della sezione inglese della CIA Wells, grazie alla straordinaria invenzione del dottor Franks, decide di trasferire la memoria di Pope nel cervello di Jerico Stewart, uno psicopatico assassino detenuto nel braccio della morte. Lui è il soggetto adatto a tale esperimento, in quanto privo del lobo frontale è incapace di scindere il bene dal male. Ma una volta avvenuto il transfert, l'uomo, oltre a essere una vera macchina di morte, si ritrova ad entrare in conflitto con sensazioni e sentimenti mai provati prima...


Fantathriller dal sapore anni '80 (per lo più con i muscoli e l'ironia di Stallone, Swarzenegger e Segal) Criminal è un ibrido di generi che collidono tra loro. Tutto è dentro la testa rattopata del protagonista Jerico (nome omen) criminale psicotico alieno ai sentimenti che farà tabula rasa attorno a se per “sistemare” il cattivone pazzoide hi-tech con l'idea di sovvertire l'ordine mondiale a suon di bombe atomiche.... americane. A ben vedere due pazzi a confronto. Due facce della stessa medaglia. Ma Kevin Costner, rapato, invecchiato, imbruttito ed inkazzato ad arte come non mai, pian piano si apre ai ricordi che gli sono stati travasati in testa che lo “rinsaviscono” mettendo tutto a posto come le buone favelle vogliono. Il film energico dalla trama improbabile e trash quanto basta per mettere a ferro e fuoco Londra, si regge su una regia nervosa che trae molti spunti da Face/Off di John Woo e Self/Less di Tarsem Singh, con il piglio di esserne quasi la copia conforme di entrambi. Se non fosse per alcune battute cult “Se mi fai male, te faccio il doppio” o “Ti spacco il culo!” il film si arenerebbe tra le maglie di un thriller forzuto tagliato a colpi d'accetta (c'è anche quella) recitato da un cast stellare del tutto sprecato (Gary Oldman, Tommy Lee Jones, Micheal Pitt). Il regista israeliano Ariel Vromen (che aveva dimostrato più carattere con The Iceman) non trova mai un giusto equilibrio nella trama, che passa dal film d'azione spaccaossa a certe dinamiche da fantafumetto, spingendo perfino il pedale su un forzato sentimentalismo quando il protagonista si ritrova a interagire con la moglie dell'agente da cui ha ereditato capacità “intellettive” e segreti di interesse mondiale. Regole sparse che rendono l'operazione confusa e in qualche momento perfino esilarante. Ma oltre i pugni, i morti, le pistolettate, il divertimento grottesco, il film dov'è?

Giudizio *




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(Giovedì 14 Aprile 2016)


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