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Un altro caso per i coniugi Warren, detectives dell'impossibile

The Conjuring - Il Caso Enfield

Lento, senza sangue, ma capace di scaraventare lo spettatore nell'horror più puro


di Roberto Leggio


Reduci dal massacro dei sei componenti della famiglia DeFeo nella sinistra casa di Ocean Avenue ad Amityville N.Y, i coniugi Warren, i famosi investigatori del paranormale, vorrebbero avere una vita normale lontani da incubi e deliri. Ma in Inghilterra una madre single e i suoi bambini si ritrovano alla mercé di un spirito maligno con le fattezze di una inquietante suora che non solo infesta la loro casa nella periferia di Londra, ma pare essere attratta dalla figlia undicenne che più volte vede la sua vita messa a repentaglio. Mentre i poltergheists aumentano coinvolgendo anche i vicini, la polizia locale e un team di scettici ricercatori dell'impossibile, in America i Warren prendono coscienza che qualcosa è rimasto attaccato alle loro vite dopo il loro ultimo caso di “possessione”. Chiamati in causa dalla Chiesa per risolvere anche questo mistero, i Warren si recano in Inghilterra al fine di comprenderne la veridicità per un eventuale esorcismo. Ma lo spirito “infestante” è forse il più brutale e terrificante che abbiamo mai conosciuto nella loro carriera.


Il prodomo è Amityville Horror. Il caso di dimora infestata più famoso al mondo, trattato dai coniugi Warren agli inizi degli anni '70; che ha dato i natali ad una serie di film da brividi. Caso vero o falso non si sa. Però la paura fa effetto e perciò successo. James Wan, il ragazzo che ha aggiornato l'horror con Saw, torna sulle orme dei Warren, mostrandoli in un quartiere periferico di Londra nel 1977; dove una bambina di undici anni parla con la voce di un vecchio di settanta, gli oggetti della sua casa si animano e oscure presenze fanno spaventare non solo il resto della sua famiglia, ma anche i vicini e altri “addetti ai lavori”. Bufala mediatica enorme o possessione demoniaca d'alta classe con i spiriti che hanno deciso di mostrare il loro volto? Con un lunghissimo prologo (che occupa quasi un'ora di film) James Wan si prende tutto il tempo per analizzare e mostrare gli effetti devastanti che gli spettri impongono ai malcapitati, diluendo la trama in continui cambi di scena tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti nella casa dove vivono i Warren che da li a poco si troveranno al centro dell'azione nonostante l'intenzione di abbandonare per sempre l'oscurità e i suoi abitanti. Ma il caso è intrigante e una trasferta in Europa può essere l'antidoto ad un macabro sogno ricorrente. Il resto è routine: buio, sussurri, scricchiolii, porte che si aprono e si chiudono, corpi che levitano, tende che nascondono “uomini storti” , dubbi e certezze di profani. Insomma il solito campionario che dall'Esorcista in poi (tra l'altro omaggiato senza tante remore) ha imposto a tutti i supernatural-thriller a venire. La differenza tra la prima “congiura” e questa e che nel primo episodio gli espedienti erano si classici ma si avvalevano di una costruzione atipica (tempi dilatati, oggetti quotidiani volani di terrori ancestrali, mura domestiche insicure, acchiappafantasmi intellettuali privi d'epica action) qui invece diventati di norma. Senza contare che un occhio attento può facilmente scoprire il vero nome del demone che destabilizza la vita semplice della famiglia britannica, in quanto il regista malese in almeno due inquadrature disvela l'arcano tra le mure domestiche dei Warren. Perché, lo sa bene anche lui, l'horror si nutre di giochi perversi facendo leva sullo spettatore pagante. Resta da dire che nonostante le convenzioni, il terrore è autentico. E sulla sedia si salta davvero. Perciò aprite gli occhi e fatevi spaventare con piacere.

Giudizio **1/2




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(Mercoledì 22 Giugno 2016)


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